La città delle donne libere e scomode

Ottobre, per una cittadina di circa 43 mila abitanti, è un mese davvero particolare e suggestivo. La città viene decorata in occasione della festività di Halloween, una ricorrenza molto sentita negli Stati Uniti, rievocando i fatti che avvennero tra il febbraio 1692 e il maggio 1693: in questi luoghi si svolse una delle della più sanguinose caccia alle streghe  e il ricordo di questi atroci eventi continua a vivere nella comunità cittadina.

Oggi voglio raccontare di Salem, una cittadina del Massachusetts e lontana migliaia di km dall’Italia ma che condivise con essa una delle piaghe più spaventose e terrificanti attuate contro le donne dell’epoca moderna.

19 persone vennero impiccate, 5 morirono in carcere (probabilmente a seguito delle torture subite) e uno si uccise ribadendo fino alla fine la sua innocenza. Tutto ebbe inizio nella colonia della Massachusetts Bay, verso la fine diciassettesimo secolo.

Quest’area era composta da due aree abitate, distanti circa quindici chilometri l’una dall’altra: Salem Town, una cittadina con un porto e una vita commerciale piuttosto attiva, e Salem Village (oggi Danvers), una comunità rurale più povera e meno numerosa. La vita politica di Salem Village era caratterizzata dalla rivalità tra due fazioni: i Putnam (le famiglie agricole meno benestanti) e i Porter (la parte della comunità che si era arricchita grazie ai legami con i mercanti di Salem Town). Le tensioni interne alla comunità erano ulteriormente inasprite da dissidi di natura religiosa, con il pastore di Salem Village che simpatizzava per i Putnam e predicava un puritanesimo ortodosso che non era condiviso da tutti i fedeli. Parris, il pastore, aveva una figlia e una nipote. Pratica comune ai tempi, Parris aveva anche due schiavi che aveva acquistato alle Barbados: Tituba e Indian John.

Le cronache raccontano che le bambine iniziarono a manifestare strani comportamenti, forse suggestionate dai racconti della donna. Incapace di dare origine o spiegazione a tutto questo , nel febbraio 1692 il medico locale avanzò l’ipotesi che la causa di questi comportamenti fosse di origine soprannaturale. Parris fece pressione sulle bambine affinché indicassero le loro presunte aguzzine.

Fu così che il 29 febbraio avvennero i primi tre arresti per stregoneria a Salem Village.

Ciò che le tre donne accusate avevano in comune era il fatto di essere una sorta di outsider in un paese caratterizzato da un fervente (e quasi ossessivo) cattolicismo : Tituba in quanto schiava non aveva nessun tipo di diritti; Sarah Osborn era un’anziana la cui relazione con un indentured servant, un uomo non libero, era malvista dal paese; infine Sarah Good proveniva da una buona famiglia ma dopo essere caduta in disgrazia era stata costretta a vivere di elemosina.

I magistrati intervenuti, nonostante torture ed estenuanti interrogatori, non riuscirono ad ottenere nulla. Tuttavia la forte pressione esercitata su Tituba la portò a raccontare di aver stretto un patto con il diavolo — descritto come un uomo bianco di Boston — firmando il suo libro, e disse di avervi letto anche i nomi di Osborn e Good.

Questa prima confessione portò all’inizio di un vero e proprio massacro e caccia al colpevole, anche tra i cittadini più impensabili e rispettabili.

Curiosamente, le persone accusate erano largamente nemici dei Putnam, e le loro presunte vittime erano persone a loro vicine. Va inoltre precisato che le vittime finite sul patibolo erano quelle che non avevano confessato di aver praticato stregoneria. Nella cultura puritana, la confessione e il pentimento permettevano la salvezza dalla morte.

La prima impiccagione, quella di Bridget Bishop, avvenne il 10 giugno. Il 19 luglio seguirono quelle di Rebecca Nurse e Sarah Good, mentre Sarah Osborne morì in carcere. Nessuna di loro aveva confessato di essere una strega. Il 22 settembre vennero giustiziate altre otto persone, e il marito di una di queste — per essersi rifiutato di dichiararsi colpevole o innocente — venne pressato tra due tavole di legno per due giorni, finché non morì soffocato. 

 Il 12 ottobre si bandirono ulteriori cacce alle streghe e nel maggio 1693 tutte le persone in attesa di processo vennero ufficialmente perdonate e scagionate dal governatore del Massachusetts. Negli anni immediatamente successivi si cominciarono ad avere le prime ammissioni di colpa e responsabilità negli eventi di Salem fino al 2001: tutti coloro accusati di stregoneria a Salem sono stati dichiarati innocenti.

Oggi, Salem è una meta turistica e di profonda riflessione. Eventi di una crudeltà e ferocia inimmaginabile che videro come vittime donne sole, emarginate e scomode.

Colpevoli di essere donne, e condannate in quanto tali.

Una religione che si erge a giudice inquisitore prima ancora di praticare il perdono e la pietà, è puro fanatismo. Un credo, vero ed autentico, accoglie e non giudica.

Ricordiamolo sempre: perché non anche se non esistono più i roghi, le condanne per le donne da parte di molti fanatici sono sempre presenti.

Il processo di Salem non è ancora finito.

Possono cambiare tribunali, ma sono ancora sputate tante, troppe, pretestuose sentenze.

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