Rita Filippi e il fascino del vero amore.

Mi capita spesso di leggere tante frasi e pensieri meravigliosi sull’amore ma, nel concreto, la pratica è sempre ben altra cosa.

E questo libro racconta quanto sia difficile, spesso pesante e incompreso, gestire un rapporto sentimentale.

Rita Filippi, autrice che ho recensito, non sbaglia un colpo: è proprio il caso di dirlo. Descrive con cura, minuziosamente, i sentimenti che attraversano i protagonisti. Quasi si potessero percepire.

Già perché il personaggio di Clara potrebbe essere il prototipo di antidonna per molte femministe. Dolce, paziente e resiliente. Invece io l’ho trovata una donna di una forza silenziosa ma determinata.

Fedele ad un sentimento, non sempre ripagato adeguatamente, ma aggrappata alla dignità di moglie devota. Non per una qualche forma di banale e abbastanza facile pregiudizio ma per vocazione del cuore.

Durante la lettura, come sempre scorrevole e ma mai scontata, si trovano tanti spunti di riflessione e colpi di scena. Ricordando un’ Italia lontana di qualche anno, forse più spensierata e positiva rispetto a questi anni troppo frequentemente complicati.

Racconto di Clara che intreccia la vita di altre due donne, legate tutte assieme allo stesso uomo: Giulio. Quest’ ultimo schiavo di un ego gigantesco apparente e di una profonda inquietudine mascherata da spavalderia.

Capito e compreso solo dalla moglie.

Una storia avvincente e ricca di speranza, come solo tante sere d’estate sanno essere.

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