Il poeta del grunge

Kurt Cobain è la poesia disperata di un dolore nascosto, incompreso e spesso osteggiato.

Un personaggio che esprime i suoi sentimenti in libertà, con il flusso intenso dei pensieri e del suo vissuto, è scomodo. Ribelle ad ogni ordine precostituito, ribelle e folle nel suo essere diverso. Una vita complicata, fin dalla più tenera età.

In questi diari si trova un bambino curioso e triste per due genitori spesso assenti e occupati dai loro problemi. Distrutto da una separazione ed affidato alle cure di una nonna che fece di tutto per non far mancare nulla al suo adorato nipote.

Compreso l’incoraggiamento alla sua grande passione con grandi e importanti sacrifici: la musica.

I primi componimenti prendono vita negli anni dell’adolescenza, un momento in cui inizia a lottare per un sogno: quello di creare una band ed essere un cantante famoso. Con due grandi amici, che gli saranno fedeli e comprensivi fino alla fine, fonda i Nirvana diventandone il frontman.

Dopo tanti sforzi e porte in faccia, il successo arriva e vorticoso. Talmente intenso da risucchiare l’anima di Kurt che non vuole essere oggetto dell’industria musicale.

Lui vuole essere artista libero, non fantoccio musicale.

Tra le note delle sue canzoni c’è dolore, malinconia e tanta disperazione.
La sensazione di non sentirsi degno di amore, di essere abbandonato e quella condanna già scritta ad una fine tragica. Come se urlasse ma la gente fosse solo interessata ai suo comportamenti da outsider. Le persone grette sanno solo giudicare un disagio e deriderlo, purtroppo senza nemmeno il tatto di farlo con discrezione.

Kurt era una ribelle contro il mondo vuoto e privo di sentimenti.
Le droghe hanno dato il colpo di grazia verso la deriva autodistruttiva, soprattutto dopo la fine di un rapporto malato e ingestibile.

Non sta a nessuno giudicare, ma dal suo diario, traspare la bellezza di una anima gentile, pulita e fragile. Uomo dalla scrittura straordinaria e dalle parole taglienti, incise nel cuore tormentato. Troppo per sopportare tutto.
Fragile perché abbandonato dai genitori dopo la separazione e senza prospettive di felicità.
La depressione(di cui soffriva fin da giovanissimo)è una malattia difficile da capire e sicuramente l’aiuto di amici e terapeuti fa ben poco se la salvezza non parte da dentro.
Dei suoi errori sono pieni articoli e documentari: ma dei suoi pensieri e delle sue poesie se ne parla molto poco.
E, come sempre, senza sapere nulla. 

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