Il professore in viaggio…

Il Professor Edoardo Tal dei Tali non aveva proprio l’aria di essere un docente di liceo. Adorava girovagare per le strade, passando tutto il tempo libero come una nuvola ad osservare ciò che lo circondava, cercando di capirne il mistero ultimo.
Passeggiava e passeggiava, viaggiatore (mai turista) del mondo.
L’idea di aprire un libro e mettersi a leggere non gli passava mai per la testa ma inspiegabilmente, la sua cultura dilagava come un fiume in piena: riusciva a rispondere a ogni quesito che gli veniva posto in maniera più che perfetta!

incipit

Chi è il prof. Edoardo? Uomo riflessivo, complicato e sicuramente enigmatico. Pacato, ma appassionato verso il suo lavoro e il trasporto giovanile dei ragazzi. Quasi come se nella loro acerba passione rivedesse la sua gioventù e i suoi sogni, spesso sottomessi e soffocati dalle incombenze di vita.

Una croce, sopra la sua testa, giogo perverso dell’esistenza che lo rendeva schiavo senza possibilità di riscatto.

Costante Presenza: entità astratta ma onnipresente, madre possessiva e gelosa di ogni felicità personale.

Chi aveva scritto quelle regole, chi aveva preso quei taciti accordi?
Com’era riuscita quella Costante Presenza- così la chiamava tra sè e sè il professore- a raggiungere il punto più alto della piramide edificata sul sangue e sudore degli inconsapevoli lavoratori del l
iceo?

lo straniero d’occidente, alfonso zanini

Pur di contrastare quella oscura presenza, il professore alimenta e foraggia le inclinazioni dei suoi alunni in ogni modo. Spronandoli ad inseguire sempre e comunque ciò che amano, qualunque esso sia: la predilezione per la matematica, la letteratura e l’arte.

Ogni cosa, pur di permettere loro un’esistenza serena e libera.

Il lavoro di professore, per Edoardo, è una vocazione vera. Sentimento profondo che nasce dal cuore, e diventa scopo e motore dell’anima.

In questo senso, nel protagonista si sviluppa una dicotomia assolutamente abissale nella sua profonda differenza. Egli è prigioniero di una vita mai totalmente vissuta e decisa, prigioniero di Costante Presenza ma al tempo stesso evasore ribelle attraverso il lavoro con i suoi adorati alunni.

Maestro di giovani anime libere che godranno di un futuro diverso dal suo.

Una mattina di maggio si era prossimi al tempo del congedo, ma c’era qualcosa diverso: “Quindi ragazzi, la partenza è per domani”
Era arrivato il momento che gli alunni aspettavano dall’inizio del liceo, l’ultima fase del percorso iniziatico.
Quella tappa che rendeva i ragazzi dell’ultimo anno uomini.
Il momento sfuggente che ribaltava le loro concezioni: il liceo non era un malanno, era il momento migliore della vita, e tutto stava per finire.

lo straniero d’occidente, alfonso zanini

Ed ecco, come una sorta di deus ex machina, l’occasione d’evasione per eccellenza: la gita scolastica. Il modo in cui spesso gli alunni vedono l’autorità del professore acquisisce una forma più umana e, per i docenti, si abbatte quella sottile linea di distacco si erge tra cattedra e classe.

La meta è un posto molto, ma molto lontano, ricco di fascino, suggestione e mistero.

L’Oriente, la terra dove leggenda e storia sembrano aver trovato l’equilibrio simbiotico perfetto e dove il professore sembra possa trovare un po’ di refrigerio alla sua prigione.

Per un attimo si sentì di nuovo bambino, doveva tornare in albergo a farsi una dormita, ma voleva continuare a crogiolarsi in quell’aria serafica.
Gli parve persino di volare, con lo spirito, tra i tetti d’Oriente e di tornare nella stanza d’albergo, dove dormiva

lo straniero d’occidente, alfonso zanini

Qualcosa però arriverà a stravolgere un’esistenza che sembrava già segnata.

Alfonso Zanini si riconferma una penna introspettiva e profonda. Spogliando ogni possibile filtro, i pensieri diventano voci provenienti dagli abissi di un cuore tormentato ma lottatore.

Protagonista un’anima sensibile ma non fragile.

Combattente resiliente e mai vinto da un mondo che ci vuole imprigionati alle catene delle sue scadenze e dei suoi capricci.

Guerriero, come tanti silenti e anonimi eroi, della vita vera e della sua perenne ricerca.

Mai vana, mai paga di nulla che non sia portatore di verità. Consapevole della sua condanna, eppure felice del peregrinare speranzoso.

Opera che profuma di speranza e scritta con la delicatezza del cuore.

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