
Un thriller che rievoca la vicenda della Llorona, di cui ho parlato stamane. Ambientazione moderna, sullo sfondo una leggenda nera che non conosce età o data certa.
Monito di come alcune vicende possano divenire tragicamente immortali.


La storia si incentra su una vedova, assistente familiare, che si trova, a suo malgrado, travolta dalla persecuzione della madre senza pace. Imprigionata in un incubo senza ritorno e speranza. Causato da una sua azione totalmente involontaria che causerà drammatici retroscena.
Ritmi molto frenetici, musiche inquietanti e quel pianto disperato e rabbioso che spaventa e annichilisce. Una madre sola contro qualcosa più grande di lei e infine isolata perchè creduta folle. Ma, la follia è sempre un punto di vista.
Soprattutto quando gli incubi toccano gli affetti altrui.


Tradizione, superstizione popolare e angoscia diventano i protagonisti di una storia avvincente e che tiene incollati allo schermo. Magia, razionalità diventano un mix incredibilmente straordinario e travolgente. Ambientazioni sudamericane sono la cornice adeguata a questo personaggio. Gli stessi attori hanno chiare origini ispaniche.
Rievocando una leggenda il cui terrore ha attraversato i secoli e terrorizzato la mente di bambini e ragazzi.
I due bambini protagonisti diventano l’oggetto del desiderio di questa donna malefica e senza pace.


Scene ricche di suspence, raccapriccianti e intense per un prodotto discreto e sinceramente migliorabile. Data la grande importanza data dalla cultura sudamericana, avrei prediletto maggiore attenzione al personaggio principale.
La protagonista, ossia la Llorona, è ridotta ad uno spirito cattivo che tormenta senza fine la malcapitata famiglia. La leggenda viene appena accennata all’inizio senza che via sia un qualche approfondimento o introspezione.
E’ il mezzo attraverso cui si consuma l’orrore e la disperazione: nulla, ahimè, di più.

Il fascino del male merita sempre un ‘indagine in più.

