Purgatorio

In alcune circostanze mi sembra di essere come un abito
vecchio, fuori moda, ma che non hai il coraggio di gettare
perché ci sei affezionato. Lo tieni nella naftalina chiuso in un
armadio e quando ti serve sai che c’è: lo tiri fuori, lo indossi
giusto il tempo necessario e poi lo rimetti al solito posto e lo
dimentichi fino alla prossima occasione.

DARIO MAZZOLINI, Purgatorio

Libro intenso, a tratti scomodo per le tante disarmanti verità scritte, ed estremamente introspettivo. Riduttivo definirlo come la storia di un uomo e delle sue fragilità. In questo libro c’è un mondo. Universo di pensieri, riflessioni, dolorose e devastanti.

Ho compreso solo dopo, con l’aiuto di Domenico, il mio amico
frate, che Dio non può ascoltare né soddisfare le preghiere di
tutti gli uomini, almeno non come vorremmo noi. «Troppo
facile» mi ha detto «non funziona così.»
Sono giunto alla conclusione che il Padre Eterno non
distribuisce miracoli, ci ascolta con i suoi tempi, se è lecito
parlare di tempi quando ci si riferisce a Dio, che è oltre il tempo
e lo spazio, e che forse è il tempo e lo spazio stesso.
Con Dio non si scende a patti e compromessi

DARIO MAZZOLINI, Purgatorio

Messa a nudo di un rapporto di coppia tutt’altro che facile ma comune a molte persone, di cui spesso non se ne parla mai abbastanza. I problemi coniugali sono nascosti per vergogna e per pudore, come segreti inconfessabili e peccaminosi.

Ebbene, in quest’opera si apre una luce di verità. Senza veli e filtri, nella sua perfetta e intrinseca essenza.

La scelta di un percorso introspettivo porta l’uomo ad una profonda analisi sè, coraggiosa e tutt’altro che facile. Il dolore che scuote l’anima ha radici radicate e profonde, ed è come un pozzo di cui non si vede la fine e in cui l’anima è come il sasso che si getta al suo interno.

Ess vi sprofonda senza sentire alcun tonfo di caduta.

Una pausa per farmi assorbire quello che mi ha appena detto,
e prosegue: «Ecco perché l’ansia e gli attacchi di panico sono
un disturbo di percezione, si tratta, cioè, di un punto di vista
errato e distorto di guardare la vita e di viverla. Il lato positivo
è che in genere sono le persone molto sensibili, con un vissuto
pesante di sofferenza, che soffrono di questi attacchi di panico,
dai quali faticano a liberarsi, a volte inconsciamente, a volte
invece vivendoli come una sorta di punizione che si auto
infliggono. Detto fra noi, sono le persone migliori, perché sono
capaci di provare empatia, condividendo le sensazioni che
provano.

DARIO MAZZOLINI, Purgatorio

Alla base di un disagio profondo e radicato la mancanza di perdono verso le proprie fragilità ed una strenua condanna a qualsiasi azione fatta. Giudice impassibile verso la sua anima e boia senza scrupoli verso ogni colpa possibile.

Nel pensiero dell’autore non esiste possibilità di riscatto.

La condanna è senza appello.

Ma grazie alla terapia, affiorano anche i ricordi anche felici e sereni.Custoditi nel fondo del cuore come un tesoro prezioso e impenetrabile.

Abitavano in una tipica cascina della pianura padana del
dopoguerra, malconcia e stipata di oggetti e strumenti
ammassati un po’ all’aperto e un po’ nel fienile, insieme a tante
altre povere famiglie piene di figli e di grida, con le pentole
sempre sulla stufa che cuocevano e bollivano verdure per il
minestrone del cui odore era impregnata l’aria.
Tanti visi segnati dalla povertà ma con lo sguardo dignitoso e
fiero, pronti a condividere fra loro quel poco che avevano.

DARIO MAZZOLINI, Purgatorio

Si parte da un’infanzia semplice dignitosa, ricca di affetti e cresciuta in mezzo ad una rete sicura ed unita. Un amore, quell’amore che genera vita: Dario Mazzolini racconta la nascita dell’amore dei suoi genitori e la storia familiare.

Tutt’altro che facile, ma con un filo di speranza. Fino al presente.

Tutto il libro ha un grande filo conduttore: la speranza coraggiosa che permette di affrontare anche il periodo più buio di una vita. Il protagonista diventa simbolo di questo sentimento.

Scalatore di un muro che sempre altissimo, sognatore di un mondo più vero.

Dolore, gioia e resilienza diventano tutt’uno in un connubio straordinario e multiforme: esattamente come dovrebbe essere la vita nella sua forma più pura.

Il dolore che ti porti dentro, se condiviso, illumina le vere
urgenze, e le cose o le persone che ti hanno fatto del male le
vedi da un nuovo punto di vista, diventano alleati preziosi
nell’affrontare le avversità, le speranze, le illusioni.
Il dolore è un potente antinfiammatorio, toglie la ruggine, la
patina della malevolenza e fa risplendere di nuovo la luce.

DARIO MAZZOLINI, Purgatorio

Lascia un commento