
Spesso banalmente definita come una festa tipicamente anglosassone, la sua tradizione affonda le radici in una storia ricca di aneddoti e curiosità.
Anticamente, nelle isole britanniche la vigilia di Ognissanti si festeggiava con grandi falò, si facevano scherzi (soprattutto i ragazzi) e i poveri giravano di casa in casa chiedendo l’elemosina, portando delle lampade ricavate da rape intagliate in forma di teschio.
Queste rape venivano chiamate Jack O’ Lantern, dal nome del protagonista di una leggenda irlandese. Il nome Halloween viene da All Hallows Evening, letteralmente sera (o vigilia) di tutti i Santi. Una ricorrenza molto sentita in Scozia e in Irlanda.

Grazie alle migrazioni negli Stati Uniti, gli Irlandesi continuarono a festeggiare Halloween lontano dalla patria natale. Ma, col passare degli anni, i connotati religiosi della festa si sbiadirono fino a perdersi quasi del tutto: non si festeggiavano più i Santi della Chiesa cattolica e non si pregava più per le anime del Purgatorio.
Halloween divenne sempre di più una festa folkloristica in cui si andava di casa in casa a chiedere doni ballando e cantando e si facevano scherzi al vicinato.
Questo tipo di celebrazione si estese molto presto anche ad altri gruppi di immigrati, che nelle terre di origine facevano festeggiamenti simili. Come gli italiani: tra la fine del ‘800 e i primi del ‘900 gli immigrati italiani negli USA erano circa quattro milioni; con tutta probabilità, tra questi ce ne erano molti che conoscevano rituali simili ad Halloween in Italia.


Una festa diventata parte della nostra tradizione e particolarmente sentita, quasi come fosse sempre stata insita nella nostra cultura.

