
In questo periodo si parla molto di Halloween ma ritengo che anche el Dia de los Muertos sia una festa bellissima e dai risvolti inaspettati.
A differenza della cultura europea, che vede la morte come la fine e il distacco doloroso, nella cultura sudamericana questa giornata rappresenta una festa che celebra la morte senza paura, con allegria e divertimento.


Letteralmente è “giorno dei morti”, le cui origini molto antiche provengono dalla Mesoamerica, prima della conquista del Messico da parte degli spagnoli. Si tratta di una festa indigena delle popolazioni precolombiane nata per scongiurare l’incertezza che, ancora oggi, l’uomo prova di fronte all’idea della morte.
In Messico cade il 2 novembre, proprio come in Italia, e molte famiglie allestiscono un altare dedicato ai loro defunti nelle proprie abitazioni: l’altare non è solo un oggetto su cui posare voti, ricordi, doni e fotografie, ma rappresenta un portale tra la vita e la morte. Infatti ogni altare deve avere alcuni precisi elementi:
- Semi di mais, di cacao o di altre coltivazioni come rappresentazione della terra.
- Il papel picado, una carta velina traforata e ritagliata con disegni di scheletri, per rappresentare il vento;
- I colori giallo e viola per evocare la dualità tra vita e morte;
- Le candele, simbolo letterale del fuoco;


Sull’altare, poi, vengono disposte le pietanze più amate dai defunti e si lasciano lì per tutta la notte: gli spiriti dei morti, secondo la tradizione, assaggeranno le prelibatezze preparate per loro. Oltre ai loro piatti preferiti si lascia sull’altare il pan de Muertos, un pane dolce decorato con teschi e ossa di pasta che si fa apposta per l’occasione, teschi di zucchero e cempasúchil, ossia le calendule che sono considerate il fiore di questo giorno.
Spesso si confonde el dia de muertos con Halloween ma, oltre al fatto che le date non coincidono, pensare siano la stessa cosa è un errore. Le due feste sono profondamente diverse – pur avendo alcune caratteristiche comuni – per tradizioni e significato.
È vero che travestirsi da scheletri è parte del divertimento per entrambe le celebrazioni, ma mentre Halloween vede gli spiriti come creature malevole, maliziose e spaventose, el dia de muertos li accoglie con gioia, perché li riconosce come membri della famiglia che visitano i vivi una volta all’anno.
Halloween è da sempre basato sui colori scuri, è una festività cupa. Al contrario, el dia de muertos è ricco di colori vivaci come quelli dei costumi, del make-up e degli addobbi tradizionali, così unici, pittoreschi e rappresentativi della cultura e della tradizione del Messico che, dal 2008 El dia de muertos è Patrimonio UNESCO.

