La statua più celebre d’America…è passata da Arona.

Ebbene, non sto scherzando! E la storia è ancora più interessante di quanto si pensi….

Ma partiamo dalle origini: uno dei luoghi di più grande interesse del Lago Maggiore, è sicuramente il Colosso di San Carlo Borromeo di Arona, conosciuto anche come “il San Carlone”. Quasi una tradizione recarsi per una visita.

Alta ben 35 metri di altezza, è uno dei simboli della sponda piemontese del Lago Maggiore.

Quello che invece non tutti sanno che Frédéric-Auguste Bartholdi, creatore ed ideatore della Statua della Libertà, soggiornò nella città di Arona per studiare la struttura del colosso. Ai piedi della statua di New York una targa ricorda che è stata costruita su modello del Colosso di Arona, al quale tolse il primato di statua più alta al mondo.

Essa sorge su un colle a circa 310 metri di altitudine, sulla strada che collega Arona con Dagnente. La statua si può scorgere anche dalla parte opposta lago, mentre fa capolino tra gli alberi secolari che la circondano.
San Carlo Borromeo nacque il 2 ottobre 1538 nella Rocca di Arona (in seguito parzialmente distrutta per ordine di Napoleone Bonaparte). Diventato vescovo e cardinale a ventidue anni, fu eletto nel 1565 arcivescovo di Milano e si prodigò nell’assistenza materiale e spirituale soprattutto in occasione di flagelli quali carestia e peste. Morì il 3 novembre 1584 (essendo spirato dopo il tramonto, secondo l’uso del tempo si considera il giorno 4), fu beatificato nel 1602 e canonizzato nel 1610, a soli 26 anni dalla morte.
Su volontà del cugino Federico, arcivescovo di Milano e suo successore, iniziarono nel 1624 i lavori per la costruzione di un Sacro Monte che ne celebrasse la memoria: da qui nasce l’idea del “San Carlone”.
Il disegno fu di Giovanni Battista Crespi, detto “il Cerano”, e la statua fu realizzata con lastre di rame battute a martello e riunite utilizzando chiodi e tiranti in ferro. Gli scultori che la realizzarono furono Siro Zanella di Pavia e Bernardo Falconi di Bissone.

L’opera fu conclusa nel 1698.


Il San Carlone, così chiamato con affetto dagli aronesi, è una statua cava all’interno sorretta da un’anima in pietra, mattoni e ferro, mentre all’esterno è costituita di lastre di rame battute a martello sulla struttura di supporto e riunite insieme per mezzo di chiodi e tiranti. Il braccio benedicente è costituito da una complessa struttura metallica, concepita per resistere ai forti venti della zona.

San Carlo è rappresentato in piedi, in abito talare, con rocchetto e mozzetta nell’atto di benedire la città con la mano destra, mentre con il braccio sinistro stringe al corpo un volume.
Nella parte posteriore del piedistallo, due scale a chiocciola in ferro consentono di raggiungere la balconata. Qui, tra le pieghe dell’abito del santo, si apre una porta attraverso cui il visitatore può salire fino alla sommità, per mezzo di una scala a chiocciola e ripide scale verticali.

Una volta giunti in cima è possibile osservare il panorama circostante attraverso i fori circolari corrispondenti agli occhi, alle narici ed alle orecchie del santo, oppure attraverso le aperture sulla schiena.

Il piedistallo di granito è alto 11,70 metri, mentre la statua misura 23,40 metri in altezza. Quindi, con l’altezza complessiva di 35,10 metri (equivalente all’altezza di un palazzo di 10 piani), il monumento, tra le statue visitabili all’interno, è secondo per altezza solo alla Statua della Libertà.


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