
Vorrei essere quella farfalla, libera di volare, libera di
Chiara
sollevarmi su ali di carta, sfiorare l’azzurro, calare
lentamente su un petalo profumato, librarmi tra onde
di un alito di vento, farmi trasportare senza freno
nell’infinito silenzio della vita.
Una bella storia, di quelle a cui vorresti ogni tanto credere e che nel profondo tutti speriamo di vivere. Chiara, una dei protagonisti, è una ragazza piena di sogni e speranze, i cui occhi brillano di voglia di vivere con le mani sempre in movimento e stanche per la fatica di tanti sacrifici.
Curiosa, attenta e fiera delle sue piccole grandi conquiste di madre single. Tante difficoltà, ma nulla sembra scalfire la forza che le attraversa il cuore.
Marco è invece un ingegnere affermato e alla ricerca di costante approvazione e successo. Ossigeno per una vita all’insegna di una fortissima ambizione. Il classico uomo sicuro di sé, un pò guascone e con qualche pregiudizio tipicamente maschile.

Il mio cuore canta quanto sono vicino a lei.
Chiara ha ribaltato ogni mia convinzione, ha
stravolto ogni mia certezza, prima di conoscerla non
pensavo minimamente di passare del tempo con una
donna andando per musei, anzi il mio obbiettivo era
prima, dopo, e sempre solo il lavoro, la mia carriera, la
corsa per arrivare più in alto, nel più breve tempo
possibile.
Mi ero ripromesso che quando sarei “arrivato” con
la carriera, mi sarei guardato intorno a cercare una
professionista di spicco con cui provare a instaurare
una relazione, invece mi ritrovo con una cameriera per
giunta madre di un bambino e sembra tutto così
perfetto.
Quasi per gioco, l’uomo chiede alla donna di fingersi la sua fidanzata per una sera, dietro lauto compenso. Il suo scopo è quello di ottenere una promozione per cui è assolutamente necessario incarnare l’immagine perfetta del manager di successo con famiglia perfetta al seguito.
In certi ambienti, dove l’ipocrisia pare essere sovrana assoluta, l’apparenza è tutto.

A ogni uomo bisogna far capire che noi donne non
Federica
siamo i loro oggetti, ma siamo loro madri, noi gli
abbiamo dato la vita, rischiando la nostra, noi
meritiamo rispetto non per farci un favore o per
lusingarci, ma per dovere.
Quello che nasce come un semplice ripiego, si trasforma in qualcosa di più e sorprendente.
Sarebbe scorretto ritenere questa storia una favola; è una storia di riscatto e rivincita nel segno della tenacia. Chiara e Marco conquistano, anche se in modo differente, il loro futuro e forse questo che li accomuna.
Nonostante le tante difficoltà e pregiudizi i due avranno la loro parte di felicità.
Non di certo il classico ” e vissero felici e contenti” ma qualcosa di più bello e speciale.
«Un papà fortunato. È un bel bambino complimenti, le
somiglia molto.»
Vorrei replicare che non è mio figlio ma lo osservo, è
così orgoglioso, sorrido e rispondo:
«La ringrazio».

