
Lei era ormai soffocata, da un rapporto nel quale non si riconosceva, mentre il marito, pur dimostrando insoddisfazione e malumore, sembrava voler restare ancorato a quel legame, che ormai era diventato una copia sbiadita di quello che era stato un tempo.
tiziana c. keter, rette parallele
Una storia pressoché finita è come una cancrena che divora organi e anima. Si va avanti respirando con la morte nel cuore. Già: perché un sentimento, per quanto possa essere abitudinario e scontato, è una linfa vitale.
Qualsiasi sia la natura di un’emozione, gli esseri umani sono nati per provare e percepire sensazione e non provarle è come vivere senza anima.
In questo contesto inizia la storia di Camilla: una donna sui cinquant’anni provata dai tanti stravolgimenti di un’esistenza complicata. Una tranquillità ribaltata dalla perdita dell’azienda familiare e un rapporto ormai finito. Annientata e disincantata in quello che dovrebbe essere un momento di tranquillità e condivisione come spesso accade alla soglia dei cinquant’anni.
E’ comprensibile che una situazione del genere possa portare una profonda inquietudine e sofferenza, mascherata da una resilienza a cui spesso ci si aggrappa. Piccole evasioni come le uscite con gli amici sono boccate d’aria a quella che spesso sembra una prigione dai muri troppo alti per evadere.

Era un uomo impulsivo e focoso, ma mai si era trovato in un così breve lasso di tempo, a desiderare una donna come in quel momento.
tiziana c. keter, rette parallele
Leandro, sicuro di un possedere un certo fascino, incrocia il cammino della donna quasi per caso ad una cena tra amici. Ed accade qualcosa di straordinario, i due sembrano conoscersi da sempre e sono in perfetta simbiosi. Sensazioni combattute e vorticose attanagliano e deliziano il cuore dei due protagonisti. Paura, preoccupazione, gioia e frenesia. Quasi come due innamorati che hanno fretta di esplorare la conoscenza e condividere ogni momento: ebbri di tutte le sensazioni che un nuovo rapporto trascina vorticosamente con sè.
Non li pervade solo una fortissima attrazione fisica, ma anche qualcosa che possiede un’aspetto spirituale. I loro occhi si specchiano nell’altro e i pensieri diventano tutt’uno. Banalmente, la mela si è unita, o meglio incollata.
Camilla e Leandro hanno unito le loro anime nel fuoco di una connessione che oltrepassa sentimenti, distanze e legami. Si rendono conto delle possibili conseguenze che il loro rapporto può causare eppure non riescono a non lasciarsi andare.
Entrambi hanno una relazione ufficiale all’attivo, che si trascina come una barca alla deriva e senza capitano.

Credo che tu non ti sia mai sentito accettato per ciò che eri e questo ti ha portato a rifugiarti in te stesso e a cercare quell’accettazione e quell’amore, in donne, che credevi ti volessero per ciò che sei.
tiziana c. keter, rette parallele
Piano piano, si comprende che tra i due protagonisti si inizia a sviluppare un rapporto non di tipo affettivo ma essi si trovano davanti allo specchio della loro anima.
Leandro con le sue mille insicurezze e Camilla con delusioni e rimpianti al seguito. Viaggio introspettivo che coglie entrambi profondamente impreparati.
Il loro legame si nutre di mancanze inascoltate colmandole con qualcosa di cui nemmeno loro sanno dare spiegazione.
Vivendo una relazione in una situazione complicata e spesso difficile da gestire.
Carlo, marito di Camilla, crede ancora nel matrimonio finito mentre Maria, compagna di Leandro è una donna ossessiva e gelosa che sembra tenere in scacco l’uomo con mille pretese e attenzioni.

Ci sei sempre. Basta che io mi sposti con la mente da questo luogo fisico perché tu non sei qui.
tiziana c. keter, rette parallele
Per ritrovarti mi devo elevare. Elevandomi ti trovo, ti abbraccio.
Ti amo.
Tiziana Keter, come erroneamente si potrebbe pensare, non regala uno dei tanti romanzetti smielati d’amore. La sua è una storia profonda e di esistenze complicate, fragili e alla ricerca del proprio attimo di felicità. Camilla e Leandro non sono semplici amanti ma figure sfaccettate e protagoniste artefici del loro vissuto. Mai abbandonate e rassegnate all’abitudinaria condizione di infelicità che spesso riempie le anime degli esseri umani ma vive nelle loro emozioni e tormenti.
Non si aspettano di trovare la salvezza nella relazione. Loro cercano qualcosa di più, che va oltre le banali conclusioni che una vicenda simile potrebbe presupporre.
E il finale sarà l’emblema di questo.
Metafora della vita in cui la ricerca della felicità ne è la missione, ma in cui spesso ci si dimentica di curare anche l’anima.
Il luogo sicuro e che non ci tradirà mai. Troppo spesso inascoltato e dimenticato.

