Le verità dei figli adottivi

Ci sono libri creati per regalare qualche ora di evasione e relax e altri doverosi e necessari.

Perché sul mondo dell’adozione sappiamo veramente troppo poco e pretendiamo di circoscrivere tutto alla favola del bambino abbandonato e salvato da persone straordinarie.

Concetto assolutamente antico e anacronistico, che, per amore di verità, va necessariamente rivisto e non sempre con una connotazione negativa.

Occorre che sia analizzato, compreso, e approfondito.

È sempre bene infatti ricordare che le favole non esistono e capire ciò che l’adozione comporta è un dovere.

Non solo per chi adotta, come spesso accade. Oltre all’alone favolistico vi è anche una sorta di isolamento sociale.

Chi decide di intraprendere un percorso adottivo o affidatario è spesso relegato ad una sorta di nicchia, quasi al pari di una bolla.

Il mondo esterno rimane al lato opposto, ancorato alle sue convinzioni. Senza che vi sia un punto di comunicazione da entrambe le parti.

Alessandra Pritie  Maria Barzaghi vuole squarciare questo velo, con profondo senso di cronaca e per dare voce anche agli adottati.

Parlando per loro, la cui voce è spesso inascoltata, coperta da un pesante e opprimente mantello di doverosa e quasi obbligata riconoscenza ai genitori adottivi.

Storie di vita, frammenti di memoria e considerazioni profonde e introspettive. Coraggiose e disarmanti per molti versi.

Uomini e donne che si raccontano prima bambini, poi adolescenti e infine adulti in cerca di un senso alla realtà.

L’autrice raccoglie diverse testimonianze, che aprono e permettono di conoscere i tanti risvolti dell’adozione.

E ripeto, l’opera non nasce con l’intento critico a prescindere ma è intrisa di profondo senso di verità e  conoscenza.

Per il mondo esterno, che si accontenta di non vedere oltre e per il mondo adottivo che tende a sentirsi chiuso in un angolo, spesso solo e impreparato di fronte a tanti dubbi.

Questo libro rappresenta un punto di incontro fondamentale e prezioso per tutti.

L’adozione ci riguarda e non va considerato fenomeno di nicchia. Le parole dei protagonisti sono la voce da ascoltare e quest’opera parla per loro.

Per comprendere al meglio ciò che è più vicino di quanto si pensi ed abbattere una delle barriere più assurde che esistano.

Perché se vogliamo che sia davvero equiparazione tra figli naturali e adottivi occorre conoscerne ogni aspetto.

Prima delle leggi, che nel nostro paese hanno una lentezza proverbiale, iniziamo a sentirci vicini al mondo dell’ adozione.

Uniti e senza distinzione.

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