
Uno dei no più coraggioso della storia. Purtroppo poco conosciuto e apprezzato a sufficienza.
Il primo dicembre 1955, a Montgomery, Rosa Parks aveva appena preso l’autobus per tornare a casa. L’unico posto a sedere libero era quello della parte anteriore del mezzo, vietato agli uomini e alle donne di colore.
A quei tempi, non troppo lontani, è bene ricordarlo, la separazione tra razze era legge e le punizioni molto severe.
Rosa andò a sedersi proprio lì.
Quando salì un passeggero bianco, il conducente le ordinò di lasciargli il posto ma lei si rifiutò categoricamente, stanca di essere trattata come una cittadina di seconda classe.
Una donna semplice, umile, e comune a molte altre ebbe la fermezza e il coraggio di ribellarsi.

La Parks quel giorno fu arrestata per aver violato le leggi sulla segregazione razziale, ma da quel momento in poi divenne “la donna che non si alzò”, un simbolo della lotta per i diritti civili negli Stati Uniti.
Morì a Detroit il 24 Ottobre del 2005 ed oggi viene ricordata come “la madre dei diritti civili”.
La potenza di un rifiuto diede inizio ad una lotta per i diritti civili che restituì, in parte, dignità ad ogni etnia.
Ma su questo tema ritornerò, perché la strada per la parità è ancora molto lunga e tortuosa.

Rosa fa parte di quella categoria di eletti, che con un atto di coraggio, ha reso migliore la vita di tutti.
La prova che il coraggio non ha bisogno di grosse manifestazioni e per cambiare basta non voltarsi dall’ altra parte e non tacere.
E un rifiuto può essere l’inizio di un grido di speranza e la genesi di un mondo più giusto.

