
Come potrò essere utile agli altri?
Questa era la domanda che Marta Russo, studentessa di giurisprudenza della Sapienza, si faceva spesso e scriveva nei suoi diari.
Una domanda che ha trovato risposta durante tutta la sua breve esistenza e persino nell’ora del dolore. Vita strappata troppo presto e ingiustamente al futuro che ha saputo trovare nell’impossibile la speranza.

La sua scomparsa ha dato il via ad una catena d’amore che ha generato aiuto, sostegno e consapevolezza su un tema tanto caro alla ragazza e alla sua stessa famiglia: la donazione degli organi.
Grazie all’amore, all’umanità e alla volontà dei genitori che l’associazione intitolata a suo nome è stata fondata e ha iniziato a perseguire un grande scopo: informare e sostenere la donazione degli organi, coinvolgendo giovani e famiglie in iniziative scolastiche, eventi sportivi e incontri commemorativi.
Sempre più persone, soprattutto giovani, decidono di predisporre la donazione organi: e questa è la vittoria più grande dopo un dolore tanto inspiegabile e atroce.

In questo modo che mi sento ancora vicina a voi, che sento che la mia esistenza non è valsa una vita sola, ma MILLE BELLISSIME VITE
Questo ciò che l’ Associazione porta avanti con determinazione e resilienza. Partendo anche dall’informazione perché è fondamentale conoscere.
Ricevere un organo da un donatore: per molte persone è l’unica via di salvezza per sopravvivere a gravi patologie estremamente invalidanti.
Quella della Donazione non è una questione che deve riguardare solo medici e ricercatori perché senza la partecipazione di tutti noi non ci sarebbe speranza per molti altri.
Perché la vita di Marta non finisca mai.

