Un mistero..nella città dell’ amore.

Oggi racconto una strano e curioso aneddoto che vede coinvolta una delle dimore più famose del mondo.
La Casa di Giulietta è uno dei monumenti più famosi e visitati di Verona. Turisti di tutto il mondo affollano il cortile, riempiono le mura di bigliettini e scritte piene d’amore.

Tradizione vuole che, lasciando un pensiero nella casa della moglie di Romeo, lo spirito della sventurata possa portare un augurio di speranza e buona sorte.

Ma sarà davvero così?

Secondo le cronache dell’epoca, le case dei Capuleti infatti non si trovavano qui, ma nei pressi dell’argine del fiume Adige. La famiglia scaligera era nota per essere ricca di possedimenti ed avere floridi commerci in diversi settori.

Tuttavia, la vera scoperta avvenne nei primi anni del novecento.

In quelli anni furono fatti importanti lavori per evitare le esondazioni del fiume e si dovette procedere alla demolizione di alcune case medievali che impedivano la costruzione dei nuovi argini.

Ed ecco la mirabolante scoperta.

Dalle rovine di questi edifici fu tratto in salvo un piccolo balconcino di epoca gotica; l’allora direttore dei musei civici Antonio Avena lo fece posizionare nel cortile della casa torre della famiglia Cappello, appena acquistato dal comune di Verona per diventare Museo: nacque così il balcone di Giulietta.

I Cappello erano mercanti di spezie che qui svilupparono le loro dimore, dapprima con due torri medievali adiacenti e successivamente con un’altra costruzione. Il cortile, originariamente, era più grande e non aveva le due addizioni cinquecentesche che ora ospitano un negozio di souvenir ed il foyer del teatro Nuovo, nonché un condominio dei primi anni del Novecento.

E quindi la struttura che conosciamo tutti, all’epoca era completamente diversa.

La vera Casa di Giulietta, “casa Capuleti”, sul lungo Adige, è stata a lungo proprietà della famiglia Dal Cappello. L’accostamento Cappello-Capuleti ha portato a credere che quest’altro edificio sia stata la Casa di Giulietta, l’amante infelice della nota tragedia scespiriana. Ma la storia ha tracciato una trama completamente diversa.

In realtà l’edificio risale al XII secolo. Nel 1905 la casa fu acquistata dal Comune di Verona. L’edificio ha assunto l’aspetto attuale tra il 1937 e il 1940: a trasformarlo da anonimo ex-stallo a dimora della sognante Giulietta fu appunto Antonio Avena, sopra già menzionato, l’allora direttore dei musei cittadini. L’aspetto e la strutturazione interna dell’edificio, prima del restauro, rimangono avvolti nel mistero. Dobbiamo accontentarci di osservare il fatto compiuto, tutto all’insegna di una “scenografia del medioevo”.

Leggenda, storia o suggestione poco importa. La casa di Giulietta rimane un simbolo d’amore profondo noto in tutto il mondo. Tutti sanno che la stessa esistenza dei due giovani non è certa.

Eppure gli amanti di Verona rimango certezza, nella loro suggestione.

E il balcone fa parte di questa magia. Una favola a cui credere per sperare di vivere a nostra volta quell’amore totalizzante che la storia ci ha tramandato.

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