
È il 28 novembre 1919: un giorno come tanti, freddo e un poco uggioso. Ma, tra le mura dei palazzi del potere, sta accendendo qualcosa di straordinario:la storia politica inglese sta iniziando a scriversi con declinazioni femminili.
Si chiama Nancy Witcher Langhorne, per matrimonio Viscontessa di Astor, la prima donna che entra a far parte attivamente del Parlamento del Regno Unito. È di origine americana, figlia di un proprietario terriero, tale Langhorne, della Virginia successivamente caduto in rovina economica.

Membro della Camera dei Comuni del Parlamento britannico per il partito Conservatore, nonché la prima donna eletta a sedere ad un seggio e a prendere effettivamente parte ai lavori parlamentari. Appartenente alla potente famiglia Astor in quanto moglie di Waldorf Astor, secondo Visconte di Astor, parlamentare britannico e proprietario del periodico The Observer.

Nancy, si trasferì in Europa quando, nel 1905, conobbe Waldorf Astor, con il quale si sposò nel maggio 1906. Si trasferirono nel Buckinghamshire, in un maniero ribattezzato Clivedon, regalo di nozze di Sir William Astor al figlio e alla nuora. Clivedon divenne ben presto un luogo d’incontro per l’alta società inglese e internazionale, vi furono infatti ospitati, tra gli altri, Henry Ford, Rudyard Kipling, Winston Churchill e l’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria.
Lady Astor, in realtà, organizzava questi incontri culturali per sopperire alla mancanza di educazione che aveva avuto da giovane, per lo stesso motivo posò per il pittore John Singer Sargent e strinse una profonda amicizia con George Bernard Shaw, della quale sono rimaste moltissime lettere.

Durante la prima guerra mondiale, Clevedon fu riadattata a ospedale per soldati canadesi. Lady Astor si occupò di molti soldati feriti, suscitando una forte ondata di ammirazione che la portò ad acquisire una certa fama. In un momento in cui le donne lottavano per la parità dei diritti, il coraggio di questa donna fu uno strumento indispensabile per la sua ascesa a ciò che, fino ad allora, era appannaggio maschile.

Non era la prima donna eletta in Parlamento, prima di lei c’era stata Constance Markiewicz che però non aveva mai formalmente preso il suo posto né partecipato alle sedute. Nancy mise tutti in imbarazzo quando ci si rese conto che in Parlamento non era previsto un bagno per le signore, mai servito prima. I suoi discorsi sferzanti lasciavano il segno, tanto che fu addirittura inventato il termine ‘astorismo’. Subì ogni attacco sessista possibile ma non cedette mai terreno, anzi interrompeva senza remore chi non le cedeva la parola. Arrivò a dire che i suoi stessi compagni di partito avrebbero “preferito un serpente a sonagli al posto mio”.

Il suo impegno era tutto a favore delle donne e dei loro figli. Si batté per l’estensione del diritto di voto a 21 anni, chiese condizioni di divorzio identiche per uomo e donna, supportò le donne divorziate sul lavoro, si spese per migliorare l’educazione dei bambini e auspicò addirittura la parità salariale. Non ottenne molto, ma fece sentire la voce delle donne. Riuscì però a far passare una legge a cui teneva molto e che impediva l’acquisto e il consumo di alcol sotto i 18 anni. quante ne aveva passate a causa dell’alcolismo del precedente marito. Per tutta la vita rimase una proibizionista convinta. Era anche una conservatrice convinta ma quando i lavoratori scioperarono nel 1926 era a Hyde Park insieme ad altre volontarie per aiutarli.
Nel 1928 vinse ancora le elezioni ma la sua carriera politica iniziò a declinare quando negli Anni ’30 circolavano voci sul suo coinvolgimento con il nazismo. Non era un mistero che gli Astor sostenessero la politica di Chamberlein che per evitare la guerra caldeggiava un accordo con la Germania di Hitler. Pare che nel salotto di Cliveden i riunisse regolarmente un gruppo filonazista soprannominato proprio Cliveden Set.

Gli Anni ’40 segnarono il declino definitivo della sua carriera politica. Certe posizioni, incluso un antisemitismo esplicito, con la guerra in corso non erano più tollerabili. Quello che fino a qualche anno fa veniva considerato un modo di esprimersi un po’ sopra le righe, ora metteva in imbarazzo persino i conservatori. Nel 1945 il partito e il marito si coalizzarono per convincerla a lasciare le scene. Nancy accettò, ma non senza proteste. L’attrito provocò persino qualche guaio familiare, tanto che lei e Waldorf si allontanarono arrivando a vivere da separati in casa. Solo poco prima della morte di lui si riavvicinarono. Rimasta sola, e sempre più isolata per il mutato clima politico, visse gli anni che le restavano al margine di una vita che non aveva più per lei un ruolo da protagonista.

Morì nel 1964, lasciando un segno profondo nella lotta a favore dei diritti delle donne.
Una pioniera della politica, scomoda e corazza.
Esempio, anche contraddittorio, ma vero e profondo di determinazione.
Una donna che parlava di politica in mezzo a uomini, segnando le impronte di un futuro migliore.
Sempre in salita, come la vita di ogni donna.

