Argo, il cane mai dimenticato

È una storia poco considerata ma importante e profonda, tramandata a noi da millenni.

La storia di Argo, il cane che per vent’anni attese il ritorno del suo padrone Ulisse per poter morire in pace, è una delle più commoventi testimonianze di fedeltà tramandateci dal mito greco.

Ulisse, l’eroe temprato dalle più feroci battaglie e dalle peripezie epiche dell’Odissea, fece infine ritorno a Itaca. Non era più il vigoroso e impetuoso guerriero che aveva lasciato la sua terra per la guerra di Troia; gli anni e le sofferenze lo avevano trasformato, indebolendolo nel corpo e nell’anima.

Nella folla di visi che attraversavano le vie della sua patria, né sua moglie né i cittadini riuscirono a riconoscerlo, mascherato com’era da mendicante invecchiato. Ma c’era qualcuno che, con sguardo penetrante e amore intatto, riuscì a vedere oltre le apparenze: Argo, il suo cane fedele, che nonostante la cecità e la vecchiaia, percepì che il suo padrone era finalmente tornato.

Era come se il fedele compagno di giochi e di vita non fosse mai andato via: il cane riconosceva la sua anima.

Non si era mai rassegnato ad un non ritorno.


Il legame tra loro andava oltre il tempo, la guerra e la maschera dell’eroe. Argo, con le forze residue e il cuore colmo di speranza, si trascinò verso Ulisse per un ultimo incontro. Ulisse, trattenendo le emozioni per mantenere il segreto della sua identità, non poté chiamarlo, ma le sue lacrime rivelarono il dolore e l’amore di quel momento.

Con un debole e lento movimento della coda, Argo accolse il ritorno dell’amato padrone. Fu lì, ai suoi piedi, che esalò l’ultimo respiro. La sua morte non rappresentava solo la fedeltà di un cane, ma un messaggio universale: il vero amore, anche quando silenzioso e paziente, non muore mai. Argo attese, e solo quando la sua missione fu compiuta, trovò la pace.

La scena è toccante ma importante per un profondo significato; gli animali sanno andare oltre ogni cosa, la fedeltà sarà la loro linfa vitale.

E aspetteranno per sempre un ritorno. Dovessero volerci mille vite.

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