
Ho paura di vivere per davvero, senza tutti i problemi, senza tutto il caos nella mia testa, senza medici, senza tutto questo inferno.
il timore della felicita’
ho paura di non riuscire più a capire chi sono, se
mai questa situazione dovesse migliorare. chi sarei
io senza dca, depressione o ansia? chi sarei io senza
quegli sbalzi di umore assurdi?
è come se fossi intrappolata in una gabbia e non vo-
lessi andare avanti. è come se il mio corpo avesse
deciso che i miei disturbi sono parte della mia per-
sonalità e questo mi fa paura.
io ho paura di essere felice. e quando lo sono faccio
di tutto per auto sabotarmi.
Camilla è una di quelle anime che la vita ha messo a dura prova.
E questo libro è un estratto prezioso della sua anima. Di donna, sognatrice concreta e artista poliedrica.
Coraggiosa, impetuosa e piena di passione. Spesso non sempre è stato tutto meraviglioso e delicato, soprattutto per un’ anima empatica e sensibile come la sua.
E così nasce questa raccolta che vuole essere una carezza di speranza ad un cuore martoriato e stanco.
Distrutto da ciò che la sofferenza non risparmia, ma pregno dell’ essenza che in pochi riescono a scrutare.
In questo libro si scava tanto, senza freni, cercando quella parte sopita e nascosta del sé.
Con tutto il rischio che corre chi, donando luce, rischia il buio.


Il freddo, la neve, la pioggia,
from the snow to the sun
passano,
proprio come passa il malessere che portiamo dentro,
come, poco a poco,
passano le giornate brutte,
i pianti,
la sofferenza,
e poi,
come per magia,
tornano le belle giornate,
proprio come tornano i sorrisi,
le serate in compagnia,
le uscite,
l’amore per sé stessi,
l’amore verso il cibo.
ed è così,
che a poco a poco,
le lacrime si trasformano in risate,
le urla si trasformano in gioia,
ed è così che passa l’inverno,
e torna a splendere il sole.
(p.s. sei troppo forte per mollare.)
Pensieri che illuminano, in cui ognuno trova un pezzo di quel puzzle, quasi sempre incasinato, della propria vita. Nudi, graffianti ma profondamente veri.
Perché raccontare i sentimenti umani non è mai facile. E libri come questo ne sono la prova. Testimoni preziosi di tanti momenti e abbraccio profondo all’umanità.

Mi trovo intrappolata in questa rete oscura,
frammenti di pensieri
ed ho paura.
provo nostalgia e angoscia,
nostalgia di quei giorni lontani, dove ero felice,
nostalgia di quel che un tempo era,
e che non sarà mai più.
angoscia di ciò che mi riserva il futuro,
angoscia di sapere chi sarò, chi sono e chi diventerò.
una persona triste, sarà mai in grado di vedere il sole?
una farfalla con le ali spezzate,
tornerà mai a volare?
ho diciott’anni e mi sembra di star sprecando tempo.
ho diciott’anni e dovrei spaccare il mondo,
essere libera, sognare,
desiderare, amare,
vedere la vita a colori,
e invece mi trovo in questa trappola oscura,
dove i fiori sono marci, la vita è piena di grigio,
in testa ho i mostri,
e sono bloccata nella tristezza.
ho diciott’anni ed ho sperato di non superare i sedici.
ho diciott’anni e sono ancora viva,
ma non sto vivendo,
sto solo sopravvivendo nell’attesa di salvarmi.
sto aspettando che i mostri se ne vadano,
che i fiori sboccino,
e che la vita non mi faccia più paura.
ho diciott’anni e ancora spero.
spero di non vedere le tenebre in eterno,
spero di non passare il resto della mia vita ad avere
rimpianti,
e spero che questa situazione possa diventare solo
un brutto ricordo.
ho diciott’anni e ancora spero che questa trappola
possa diventare magia,
una storia solo da raccontare,
non da vivere in prima persona.
Un libro che invito a leggere, soprattutto gli adulti. Come mamma mi sono trovata ad affrontare tanti momenti difficili con mio figlio e non sempre mi sono sentita capace di comprendere i sentimenti e i pensieri che gli attraversavano l’anima.
Ritengo che opere come queste donino un contributo importantissimo ad un mondo, quello giovanile che si trova a dover affrontare molte difficili situazioni.
Odio quando si parla di disagio psicologico, disordine alimentare o disturbo psichico: si deve necessariamente apostrofare questi aspetti con una accezione negativa, creando quell’odioso stigma sociale che caratterizza delle situazioni che non possono essere ignorate.
E leggere serve a conoscere sempre di più, lontano da ogni pregiudizio.
c’erano tanti pesci,
in un mare pieno di pesci
in quel mare,
ma solo uno mi attraeva.
era grande, maestoso,
ed io lo volevo, a tutti i costi.
non per la sua bellezza,
non per il fatto che fosse il più grande,
non perché io volessi vantarmene.
lo volevo perché era unico,
raro, incredibile.
lo volevo perché era stato mio,
per molto tempo,
ma come una stupida lo avevo lasciato andare.
e se è vero che tutti tornano,
allora tu, ma quando torni?
a tutte le crisi, a tutte le notti insonni,
a tutti i pianti,
a tutte quelle volte in cui non mi sono sentita abbastanza.
dov’è la luce?
dov’è la spensieratezza?
c’è una via d’uscita, io lo so per certo.
e piano piano la troverò,
anche a costo di giocarmi l’ultimo frammento di
cuore.


