La forza del Destino

Ieri si è svolta una delle più importanti manifestazioni legate al teatro italiano: la prima della Scala.

Una tradizione che lega Milano alla cultura e alla devozione.

Richiama spettatori da tutto il mondo in una giornata speciale: Sant’Ambrogio.

E oggi vorrei raccontare della trama di un’opera verdiana non molto conosciuta ma ugualmente meravigliosa. Cercherò di dividere il tutto secondo gli atti della tragedia, in modo da non perdere nessun passaggio fondamentale.

La trama, come spesso accade con le opere di Verdi, è complessa ma suggestiva.

Atto I
Leonora, figlia del marchese di Calatrava, prova rimorso all’idea di fuggire a mezzanotte con l’amato Alvaro, che il padre non vuol farle sposare. Il progetto di fuga è sventato dal sopraggiungere del padrone di casa. Per dimostrare le sue buone intenzioni, Alvaro getta a terra la pistola da cui parte accidentalmente un colpo che ferisce il marchese, il quale, prima di morire, maledice la figlia.

Atto II
In abiti maschili, Leonora è alla ricerca di Alvaro, ma in un’osteria si imbatte nel fratello Carlo alla caccia dei due innamorati per vendicare, con la loro morte, il padre. Angosciata, Leonora si rifugia presso il convento della Madonna degli Angeli, dove è condotta alla presenza del Padre Guardiano a cui svela la propria identità. La giovane risolve di ritirarsi in un eremo non lontano dal convento.

Atto III
Persuaso che Leonora sia morta, Alvaro si è arruolato nell’esercito che combatte in Italia le truppe imperiali. In battaglia il giovane salva la vita di Carlo. Senza riconoscerlo, questi stringe con lui un patto di fratellanza. Ferito, Alvaro gli affida una cassetta dove Carlo scopre il ritratto della sorella. Svelato chi sia in realtà il giovane che gli ha salvato la vita, Carlo aspetta che guarisca per sfidarlo a duello.

Atto IV
Carlo raggiunge il Convento degli Angeli dove scopre tra i religiosi Alvaro e lo sfida ad un duello in cui il rivale resta mortalmente ferito. Alla ricerca di un confessore, Alvaro si imbatte nell’eremo in cui vive Leonora. La giovane accorre presso il fratello che prima di morire la trafigge con la spada.

Opera intensa e interpretata magistralmente da un cast internazionale. Commovente, intensa anche da casa.

La tensione è stata più che palpabile il trasporto totalizzante.

Vi invito a rivederla su Raiplay.

Il teatro è espressione pura delle emozioni umane e edificante palestra per l’anima e il cuore.

Non ne ho mai abbastanza, e credo mai ne avrò.

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