
Se volete un articolo edulcorato passate oltre. Soprattutto non sarò educata e in vena di fare sconti.
Il film non è piaciuto, per nulla, e non perché ho trovato pessimi attori o recitazione scadente.
Tutt’ altro.
Ho odiato questo film perché è una storia vera. Un dolore vero ed una morte vera.
Non ci si può uccidere per un paio di pantaloni rosa o semplicemente perché si vuole essere sé stessi.

Andrea meritava un mondo migliore, e non voglio sentire o leggere frasi tipo “era troppo sensibile” o “anima fragile”.
Perché non diciamo che le persone responsabili della sua morte erano troppo stronzi e non hanno pagato a dovere quanto fatto? Perché non li definiamo con gli epiteti che meritano?
La colpa non era di Andrea, ma di un’umanità che, a volte, fa veramente schifo.

Quella che si vede al cinema non è una fiaba, una storia ispirata. No, è la cronaca di una morte annunciata.
Ucciso prima dalle parole e dalle azioni in un momento in cui ogni ragazzo dovrebbe avere solo fame di vita, esperienze e gioia.
Film come questo mi fanno rabbia.
Ho pianto, perché non è giusto.
So benissimo cosa si prova ad essere sbeffeggiati, derisi e umiliati.
Posso solo immaginare cosa possa aver provato questa creatura.

E vorrei si lottasse davvero per rendere il mondo un posto migliore per tanti ragazzi e ragazze.
Un mondo dove non importa cosa indossi o chi ami.
Un luogo dove Andrea si possa sentire amato e apprezzato.

Concedetemi anche una piccola riflessione: una gioventù che giudica e offende un ragazzo solo per il suo abbigliamento è un fallimento.
E il fatto che questo sia rimasto impunito è prova che la nostra normalità è tutta da rivedere.
Scusaci Andrea: questo mondo non ti meritava!

