Le muse

L’arte è ossigeno del mondo, ma esattamente quando iniziò tutto?

Le origini vanno, quasi ovviamente, ricollocate nella terra madre di ogni forma di cultura: la Grecia.

Centro del mondo, fucina di un tesoro inestimabile.

Il termine “musica” deriva dal greco Μουσική (mousikè), a sua volte proveniente da Μούσα (mousa), e includeva insieme la musica, il canto, la poesia, la danza, il gesto, la parola.

Le Muse erano 9, figlie di Zeus, signore degli Dei, e Mnemosune, dea della memoria, dal cui nome deriva tutto ciò che è legato al ricordo.


Zeus, fedifrago impenitente, se ne era invaghito, e sotto forma di pastore aveva con lei giaciuto per nove notti ai piedi del monte Pieria e, dopo un anno, sarebbero nate le 9 Muse.
Dati i genitori, le Muse avevano, tra le molte, la triplice facoltà di ben conoscere il futuro, il presente (grazie al padre) e il passato (merito della madre).

Erano semidee bellissime e intelligenti.


Esse rappresentavano ogni campo del mondo culturale. Ognuna di esse era protettrice di un’arte: Clio (Storia), Thalia (Commedia), Melpomène (Tragedia), Tersicore (Danza), Erato (Poesia amorosa), Polimnia (Mimo), Urania (Astronomia), Calliope (Poesia epica), Euterpe (Poesia lirica).

Nonostante i continui cambiamenti nelle varie attribuzioni, quest’ultima è la Musa che per antonomasia è considerata la tutelarice della musica.

Fin dai tempi antichi queste figure sacre furono la fonte di ispirazione di poeti, scrittori e artisti.

Preziose, eterne e travolgenti nella loro passione.

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