Amare oltre la morte

Al monumentale di Milano è presente un prezioso ricordo di un profondo e intenso amore.

È Sogno della morte ossia il monumento funebre a Isabella Airoldi Casati, costruito tra il 1890 e 1891.

La donna rappresentata è l’ amata moglie del barone Gianluigi Casati, muore a soli 24 anni per parto nel 1889.
Distesa sul letto di morte, il gracile busto sostenuto dai cuscini, le braccia abbandonate sul letto, mentre scivola nell’ultimo sonno. Alle sue spalle un tondo bronzeo lavorato a bassorilievo mostra una schiera di angeli che scendono a prenderla per accompagnarla in Paradiso.

L’edicola prende il nome Sogno della morte e ha precedenti illustri, dal momento che si rifà alla tomba della contessa Zamoyska (1843) realizzata da Lorenzo Bartolini nella chiesa di S. Croce a Firenze.

All’epoca della presentazione dell’opera vi fu una polemica della giuria e del pubblico che, colpiti dalla nudità della giovane giacente, la ritennero poco decorosa per una scultura tombale.

Eppure quel viso esanime rimane immutato e meraviglioso ricordo di un grande e devoto amore.

Poco importa quanto fosse impetuosa la polemica: un sentimento vero oltrepassa tutto.

Anche la morte.

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