
Il 26 Aprile di 20 anni fa il mondo venne scosso da un’onda anomala che portò distruzione e morte.
Tutti noi ricordiamo quelle immagini e, anche se i social network erano solo agli albori, il tam tam mediatico era inarrestabile.
Essendo coinvolta una meta di vacanza da persone provenienti da tutto il mondo, vennero coinvolti diversi nostri connazionali.
Disperazione e dolore erano i sentimenti che permevano il clima di quei giorni, anche a distanza di migliaia di kilometri.
Le notizie risultavano drammatiche e confuse. Le immagini regalavano uno scenario apocalittico e raso al suolo.
E morti e feriti nemmeno si riuscivano a contare.

Questo film, basato su una storia vera, è il racconto di quei momenti.
Una famiglia uguale a tante che si gode una vacanza all’insegna di agio e spensieratezza.
Tre figli, un padre ed una madre che mai si arrenderanno, neppure di fronte all’inevitabile.
Quando il disastro arriva, ovviamente nessuno può fare nulla.

Eppure, anche quando la morte sembra prevaricare prepotente e superba, il miracolo può regalare ancora speranza.
Non è un film per tutti, per la crudezza della realtà raccontata priva di filtri ed edulcorazioni varie.
Ma era profondamente necessario.
Per comprendere e ricordare l’orrore.
Tutt’ora, vi sono ancora diversi dispersi e chissà se mai saranno ritrovati i poveri resti.


Quel disastro portò via vite, distrusse intere città ed ebbe conseguenze catastrofiche.
La stessa storia non ne ricorda uno simile se non centinaia di anni fa. Un segnale profondo di una natura che non è sempre benevola madre verso i suoi figli.
Qualcosa di assolutamente imprevedibile, nonostante cerchiamo di rendere sempre più prevedere e moderno il mondo in cui viviamo.

Eppure in un momento tanto pieno di sgomento è straordinario vedere come un legame profondo possa resistere e sopravvivere a tutto.
Resiliente e coraggioso nella speranza di un ritrovarsi.
Famiglia nel cuore e nell’anima, contro ogni destino avverso.


