
Come i suoi antenati, gli dei Titani precipitati nel Tartaro, il Titanic è stato scacciato dall’Olimpo della navigazione sprofondando negli abissi. Ma proprio per questo ha saputo conquistarsi un posto nella storia contemporanea.
claudio bossi introduzione
Parafrasando una frase del film omonimo, possiamo dire che il Titanic rappresenta un profondo oceano di segreti. Anche a distanza di oltre cento anni, le scoperte, gli aneddoti e le curiosità non mancano mai di stupire e coinvolgere. Basta pensare al successo della recente esposizione dedicata al gigante del mare, da poco conclusa, a Milano.
Nel libro “Gli enigmi del Titanic”, Claudio Bossi, uno dei massimi esperti della vicenda, immerge letteralmente il lettore nelle viscere del titano che riposa sul fondo dell’Atlantico. La dedizione dello scrittore varesino dura da circa quarant’anni ed ha dato vita a diversi volumi, tutti segnati da un grande successo.
Il Titanic è il grande protagonista di una vita di studio e ricerca.
Caduto sotto il peso della troppa superbia umana, perfetto e immortale come un mito moderno. Oggetto quasi di culto, pensando anche ai recenti avvenimenti legati all’immersione dell’Ocean Gate.


Un libro che analizza, in modo analitico ma anche accattivante, i tanti misteri legati alla vicenda. Curiosità spesso poco raccontate: lo sapevate, ad esempio, che era presente una mummia nella stiva del transatlantico?
E, come i buoni egiziani insegnano, non è sempre un bene smuovere i resti di faraoni, dignitari o nobili. Creando una straordinaria miscellanea tra fatti storici e parallelismi con i fatti dell’epoca, si evince una sorta di predestinazione di questa creatura del mare.
Vi fu anche una pubblicazione, passata inizialmente in sordina, ad opera di un certo Morgan Robertson, di circa 14 anni prima che raccontava l’affondamento di una nave: il Titan. Un parallelismo macabro e inquietante.
La nave più grande della sua epoca, emblema di una babele moderna.
Nata per essere inaffondabile ma costruita su fondamenta quantomeno instabili.

Per quel che riguarda il formidabile fascino mistico, sviluppatosi attorno al naufragio, del Titanic non è difficile indovinare il perché della sua persistenza.
claudio bossi- il fascino del titanic
Essa nasce dal beffardo accostamento tra la titanica presunzione, la certezza di tutte le persone che con esso avevano a che fare, e con questo enorme museo galleggiante di ferraglia che non poteva affondare senza dimenticare la velocità improvvisa con cui questa convinzione è stata infranta.
Qui entrano in gioco tutti i fattori che videro la caduta rovinosa del titano dell’Oceano. A partire dalla figura di Bruce Ismay, amministratore delegato della compagnia marittima White Star Line, che fu sicuramente parte attiva nel puzzle catastrofico della tragedia.
Spinto dalla brama di guadagno verso la società, fece di tutto per ridurre al minimo i costi con la massima resa. Poco importa che persino il ferro ordinato non era della qualità migliore e che le scialuppe non bastassero per tutti.
Ironia macabra del destino: le acque erano placide e le vedette senza binocoli.
Nei giorni precedenti la partenza da Southampton, c’era stato un rimpasto dell’equipaggio voluto dal Capitano Edward Smith: Henry Wilde, che navigava sulla nave gemella del Titanic, l’Olympic, divenne comandante in seconda. Gli altri ufficiali vennero retrocessi di rango e il 2° ufficiale Blair fu trasferito: nell’andar via frettolosamente, portò con sé la chiave del proprio armadietto in cui erano custoditi i binocoli per le vedette sulla coffa.
I poveri Frederick Fleet e Reginald Lee, vedette quella tragica sera, poterono solo dare l’allarme quando il maledetto iceberg era già in rotta di collisione.


Ho elencato, volutamente, i particolari maggiormente noti, perché in quest’opera vi sono contenuti molti e intriganti misteri, meno noti ma non per questo meno affascinanti.
Il fascino della scoperta è tutto da svelare ad ogni singola pagina.
E sono fermamente convinta che gli enigmi del Titanic non finiranno mai, anche quando il gigante scomparirà sotto il peso dell’Oceano.
Esso è un mito moderno, e come tutti i miti non conoscono il tempo che passa.
Che sia vero o meno, una cosa è certa: il Titanic fu non solo la nave dei ricchi, del nuovo potere, soprattutto fu la nave del “miracolo” dell’uomo.
claudio bossi

