
In occasione dell’anniversario dell’eccidio di cui parlerò poc’anzi, vorrei raccontare di un libro sicuramente non facile nella lettura (per la profonda crudezza delle immagini) ma necessario.
E constato che, ahimè, questa storia non è conosciuta e riconosciuta come dovrebbe.
La storia dei Fratelli Cervi è una di quelle vicende realmente accadute che però, nel corso dei decenni, si trasfigurano nel mito, nel caso specifico diventando uno dei più potenti della storia dell’Italia contemporanea.
Simbolo di forza, coraggio e amore per la libertà.

La vita di una famiglia, che diventa epopea, simbolo di un’intera generazione di partigiani e antifascisti. I sette fratelli vennero fucilati dai militi fascisti a Reggio Emilia il 28 dicembre 1943.
Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio, Ettore. Ma chi erano davvero questi sette uomini? E com’era la loro famiglia?
Spesso questo eroi sono relegati a nomi di vie e cerimonie pompose senza mai davvero comprendere e conoscere.

A raccontarcelo è un’imponente ricerca storica, Fratelli Cervi. La storia e la memoria (Viella Editrice, 2024), a cura degli storici Toni Rovatti, dell’Università di Bologna, Alessandro Santagata dell’Università di Padova e Giorgio Vecchio, già docente presso l’Università di Parma.
“Un lavoro necessario – lo definisce Albertina Soliani, Presidente dell’Istituto Alcide Cervi – per restituire a tutti i contemporanei i fatti, la documentazione, l’interpretazione di una vicenda che è a fondamento della nostra democrazia”.

Attraverso il volume e i numerosi documenti, i Cervi diventano una lente di ingrandimento che permette di capire meglio tutto quell’universo contadino a cui essi stessi appartenevano, attraversato da un sentimento di profonda umanità e solidarietà, che fu alla base della vicenda dei Cervi.


Il volume segue i diversi percorsi che portarono la famiglia Cervi all’opposizione al fascismo, al rifiuto della guerra, alla scelta partigiana, fino all’arresto e alla fucilazione. Inoltre, ripercorre gli anni successivi, per analizzare come dai fatti è nato il mito.
L’intento è provare a restituire il racconto lucido di chi fosse ognuno dei sette fratelli preso come singolo, come uomo, con i suoi difetti, le sue caratteristiche peculiari, oltre che con le sue virtù di “eroe”.
Uno studio che non vuole smitizzare, bensì umanizzare queste figure rendendole più vicine a noi e quindi esempio.
Ricordo prezioso per le generazioni future e memoria eterna.

