Fantaghirò

Partiamo da un presupposto: Fantaghirò è, a tutti gli effetti, uno dei film emblema del Natale italiano.

Per quei pochi (ce ne sono ancora?) che non sanno, è una miniserie televisiva italiana fantasy, nata dalla creatività del regista e sceneggiatore Lamberto Bava, e ispirata alla fiaba “Fanta-Ghirò persona bella” dello scrittore toscano Italo Calvino, contenuta nella raccolta “Fiabe italiane”.

La serie è stata prodotta tra il 1991 e il 1996 e si è sviluppata in cinque capitoli, diventando un fenomeno cult degli anni ’90.

Un prodotto della Fininvest che vide impegnate diverse manovalanze e non poco dispendio di risorse economiche.

Alcune interpretazioni vantano nomi eccellenti, come Ursula Adress ex bond girl e icona degli anni 70.

La storia ruota attorno alla principessa Fantaghirò, interpretata da Alessandra Martines, una giovane ribelle che sfida le convenzioni sociali del suo tempo, rifiutando il ruolo tradizionale di donna sottomessa.

La ballerina-showgirl risulta convincente nel ruolo della protagonista e il famoso “taglio a scodella” ne divenne il simbolo caratteristico. Acconciatura che stava bene soltanto a lei:qualsiasi replica, compresa quella della sottoscritta, ebbe un  risultato quantomeno discutibile.

Cresciuta in un regno medievale, Fantaghirò si distingue per il suo coraggio, la sua intelligenza e la sua abilità con la spada. È una ragazza che ama la lettura e fortunatamente non sogna il principe azzurro come le sorelle Caterina e Carolina.

La trama prende il via con il conflitto tra il suo regno e quello di Romualdo, interpretato da Kim Rossi Stuart, che da nemico diventerà il grande amore della protagonista. La loro relazione, segnata da intrighi, battaglie e magie, è il cuore pulsante della narrazione.

L’aspetto fiabesco della serie è amplificato dalla presenza di personaggi fantastici, come streghe, creature magiche e regni incantati. Tra i personaggi memorabili ci sono la Strega Bianca, simbolo del bene, e la Strega Nera, rappresentazione del male, che con i loro poteri influenzano gli eventi e mettono alla prova la protagonista.

Straordinaria e perfetta nel ruolo Brigitte Nielsen: la Strega Nera, cattiva ma non troppo, è uno dei personaggi maggiormente riusciti della serie.

Tarabas, uno dei primi sogni erotici delle adolescenti che guardavano la serie, è uno degli idoli indiscussi: salvo poi scoprire anni dopo che le sue doti di attore non erano il massimo.

Ma, in fondo, quando mai un cattivo può essere pure bravo?

Gli scenari immaginari furono realizzati in suggestive location naturali, come i castelli della Repubblica Ceca e paesaggi italiani ed est-europei.

Il successo della serie si deve non solo alla trama avvincente e ai personaggi iconici, ma anche all’uso di effetti speciali innovativi per l’epoca e alla colonna sonora epica composta da Amedeo Minghi. La musica e le atmosfere hanno contribuito a creare un mondo ricco di magia e fascino.


“Fantaghirò” rappresenta una pietra miliare nella televisione italiana, unendo elementi classici della fiaba a temi moderni come l’emancipazione femminile e il superamento dei conflitti. Ancora oggi è ricordata con affetto da chi l’ha vista durante l’infanzia, mantenendo il suo posto come uno dei capolavori del fantasy televisivo italiano.

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