Il Castello di Viale Belforte

A Varese, a ridosso di una delle strade più trafficate della città, si trova quello che, a tutti gli effetti, può sembrare un rudere in rovina ma che in realtà rappresenta un pezzo importante e prezioso di storia.

Purtroppo testimone di un passato glorioso e indegna presentazione della mia città, in quanto situato in una delle vie principali d’accesso.

Si tratta del castello di viale Belforte.

Recentemente sono state effettuate diverse riprese video con droni ad opera dei membri del gruppo Facebook “La Varese Nascosta” . Nell’ottica di promuovere la cultura del nostro territorio e la storia legata ad esso, spesso dimenticata e data per scontata. Potete trovare, nel gruppo stesso, curiosità, aneddoti ed eventi legati al nostro piccolo angolo di mondo che merita attenzione e ricordo.

Nel caso del castello di Belforte, le origini sono antichissime e, come è possibile evincere dalla stessa posizione, la struttura sorgeva in un punto nevralgico della città e rappresentava la fortificazione più importante di Varese.

 

Tra gli ospiti illustri si annoverano niente di meno che Federico Barbarossa, che in esso trovava ricovero durante le sue discese a Milano, tra il 1164 e il 1175. A causa delle lotte tra i Visconti e i Torriani, che portarono alla distruzione del Castrum di Castelseprio, il maniero perse la sua importanza militare e strategica.

Le lotte tra le due fazioni miravano a rendere sempre meno rilevanti i territori del Seprio, ivi compresa la città di Varese.

Successivamente nel XVI fu trasformato in villa familiare dai Biumi ma la costruzione non vide mai la completa realizzazione e venne realizzata solo una delle quattro ali previste. Sicuramente i lavori impiegarono diverso tempo e i costi furono ingenti.

Il complesso fu in seguito trasformato in corte contadina, una sorta di microcosmo di anime e attività oramai in disuso e poco conosciute come meriterebbero.

A causa di un lento ma inesorabile spopolamento fin dai primi anni sessanta, ciò che rimane del castello è ridotto in uno stato di profondo e ingiusto degrado. Molte persone che si recano in visita a Varese non evincono nemmeno si tratti di un castello, peraltro di dimensioni anche considerevoli.
Sono sopravvissute le mura trecentesche e quanto restaurato dalla famiglia Biumi.

In epoca recente sono stati scoperti alcuni affreschi, rappresentanti una Madonna in trono con Gesù e un San Sebastiano. Probabilmente erano parte del ciclo di pitture dell’antica chiesa di San Materno.

Da varesotta, ritengo sia doveroso adoperarsi affinché questo scempio possa cessare.

Sono le radici e la memoria di una città, le fondamenta su cui dovrebbe posare ogni futuro che possa definirsi moderno.

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