
Chi lo fa a capodanno, lo fa tutto l’anno! Che cosa? Beh, tutto, al posto di “fare” potete inseri
Chi lo fa a capodanno, lo fa tutto l’anno! Che cosa? Beh, tutto, al posto di “fare” potete inserire letteralmente qualsiasi verbo. Questo è un ritornello molto usato per canzonare qualcuno quando si avvicina il capodanno. Lo si dice anche per scaramanzia, nel senso che se si faranno buone azioni o si verificheranno eventi positivi proprio il primo giorno dell’anno, questi saranno destinati a compiersi per i 12 mesi successivi. Speriamo!

In Italia la notte del 31 dicembre viene chiamata anche notte di San Silvestro, da non confondere con Capodanno, che è il primo gennaio – capo (testa) dell’anno, per l’appunto – naturalmente dallo scoccare della mezzanotte.
Tradizionalmente l’ultima cena dell’anno, chiamata “cenone”, si trascorre con gli amici. E’ un veglione, in quanto si veglia, si vigila, sull’anno che sta per nascere. Le tradizioni di capodanno sono moltissime e possono variare sul territorio italiano. Non dimentichiamoci che questa festa ha radici antichissime in tutto il mondo!

Diciamo che in Italia ha preso il significato di salutare il nuovo anno solo nel 1691, quando papa Innocenzo XII, decise di emendare il calendario gregoriano e stabilì l’inizio del nuovo anno con il 1° gennaio. Il calendario gregoriano è rapidamente diventato di adozione quasi universale, ed eccoci qui a sparare i botti di capodanno tutti insieme.
Per gli antichi romani, i cui rituali e miti erano moltissimi, gennaio era il mese dedicato al Dio Giano, una delle divinità più antiche e importanti della religione romana, il quale – guarda caso – rappresenta il Dio degli inizi materiali e immateriali e dei passaggi, e ha una caratteristica molto particolare: è bifronte, per poter guardare il passato e il futuro.

Iniziare bene l’anno è desiderio degli italiani e dell’umanità intera che, anche se quest’epoca cerca di negarlo, ha bisogno di una dimensione ritualistica. Ancora oggi, sì. E allora, quali sono i rituali che si fanno, almeno in Italia, per propiziarsi l’anno venturo?

Sulla tavola del cenone non possono certo mancare cotechino e lenticchie. La carne di maiale è un grande classico per questa nottata, anche se fortunatamente sta via via sostituendosi, in molte case, con polpettoni vegetariani e vegani. La tradizione comunque vorrebbe che almeno le lenticchie (anche solo un cucchiaio!) siano ingurgitate subito dopo la mezzanotte, sinonimo di buon augurio e prosperità.

Il cotechino, chiamato anche zampone, è un salume piuttosto grasso di forma cilindrica. Potremmo dire che fino a non troppi anni fa era simbolo di ricchezza, poiché non era così semplice mangiare della carne, molto cara, per la maggior parte della popolazione.

Secondo la tradizione ha un’origine antichissima: fu Pico della Mirandola – filosofo medievale – a chiedere ai suoi contemporanei di conservare la carne del maiale nelle cotenne e nelle zampe dei suini, per poter sopravvivere in tempi di guerra. Le lenticchie, invece, arriverebbero addirittura da una tradizione a cui erano legati gli antichi romani, che consideravano le lenticchie un supercibo da conservare per i mesi a venire e che regalavano come portafortuna. Uva e melograno hanno la stessa funzione augurante!

Ci verrebbe da dire che quasi tutti gli italiani che festeggiano la notte di capodanno indossando un indumento, spesso intimo, di colore rosso. Anche per questa abitudine dobbiamo ringraziare probabilmente gli antichi romani. Ai tempi di Ottaviano Augusto, nel 31 a.C, le persone indossavano qualcosa di rosso come simbolo di potere, fertilità e salute. Il rosso, da sempre associato alla passione e all’energia, è senz’altro di buon augurio per un nuovo anno pieno di gioie. Avete comprato la biancheria nuova?

Per far entrare il nuovo, bisogna disfarsi del vecchio! Questa idea è stata presa alla lettera, già secoli fa, e molte persone iniziarono a buttare nella spazzatura gli oggetti vecchi per fare spazio metaforicamente a qualcosa di nuovo. Una bizzarra abitudine iniziata con l’avvento degli elettrodomestici, ha portato i cittadini di alcune città italiane – prime tra tutti Napoli – a disfarsi degli frigoriferi, poltrone e suppellettili vecchi lanciandoli addirittura…dalla finestra! E’ ovviamente una pratica molto pericolosa che fortunatamente si sta ridimensionando.

