
Esistono favole belle, reali e che toccano il cuore.
“Nata per te” è la storia di Luca e Alba.
Un giovane uomo con il desiderio di diventare padre e di rendere il mondo migliore.
E Alba, una dei tanti figli non desiderati: non ci è dato conoscere il perché. Una bambina dagli occhi vispi e allegri, con la sindrome di down.
Rifiutata da 38 famiglie.

Luca Trapanese è un uomo single che cerca di lottare contro tutti i cavilli di un paese schiavo di una burocrazia assurda e scevra di ogni umana empatia.
Facendo scudo verso la richiesta del giovane, palesando la necessità della piccola di una famiglia “tradizionale”.
Peccato che tutti nuclei interpellati per la richiesta si siano tirati indietro: meglio adottare un figlio “sano” piuttosto che uno speciale.

Lontano da ogni giudizio, anche se difficile da non formulare, la situazione è un’assurdo garbuglio quasi kafkiano.
Da una parte un ragazzo che lotta per un diritto sacrosanto, consapevole di una sfida tutt’altro che facile.
Dall’altra, uno stato che trova ogni possibile cavillo per evitare quella adozione.
Pusillanime nel dare via libera ad un precedente.

Un caso che potrebbe aprire ad una speranza per i tanti single che desiderano costruire una famiglia, eppure anche scomodo perché aprirebbe la strada ai tanti dibattiti inutili di una paese ipocritamente cattolico.

Sia mai che si venga meno ad una bandiera di famiglia composta da mamma e papà. Come se fosse una garanzia di crescita sana ed equilibrata.
Un film che prende spunto anche da un bellissimo libro di cui consiglio la lettura.


Da vedere per riflettere e lottare perché questo episodio non rimanga una semplice eccezionalità.
L’amore dovrebbe sempre essere una bellissima normalità per ogni bambino venuto al mondo.

