L’importanza del ricordo.

Ancora una volta, e non per diletto, mi trovo a dover fortemente porre attenzione riguardo la questione della tomba Toeplitz di cui ho parlato qualche giorno fa.

Ieri, 5 gennaio, i miei soci de “La Varese Nascosta” hanno fatto ulteriore ispezione evidenziando ancora di più lo stato di degrado in cui versa la sepoltura.

Come potere vedere, il soffitto è in condizioni precarie e alcuni detriti sono a terra. La pittura, inoltre, necessita di un restauro quanto mai urgente per evitare ulteriore deterioramento a causa di intemperie e incuria.

La panchina che dovrebbe accogliere i visitatori è impraticabile e coperta da detriti.

Ho raccontato di Villa Toeplitz e della signora Edvige, ma oggi vorrei parlare di Józef. Proprietario della magione omonima il cui giardino è esempio di meraviglia e delizia per tutti i visitatori.

Chi era questo personaggio che tanto ha donato alla città giardino?

Józef (Giuseppe) Leopold Toeplitz nacque a Żychlin, vicino a Łódź, il 10 dicembre 1866 da Bonawentura e Regina Konic, in una famiglia molto numerosa ma benestante.

I Toeplitz erano molto conosciuti tra la ricca borghesia di Varsavia, soprattutto per possedimenti agricoli, proprietà commerciali e impegno politico.

Il padre, oltre ad essere amministratore di varie proprietà, si arricchì con la produzione di barbabietola da zucchero. Lo stesso Józef crebbe in un’ ambiente dove non mancavano ricchezza ma anche estrema e attiva operosità.

Si sposò nel 1890 Anne de Grand Ry, nobile di origine olandese conosciuta ad Aquisgrana, nonostante il parere fortemente contrario della famiglia.

Si recò con la giovane moglie a Genova per un breve periodo di istruzione bancaria presso la filiale della Banca Generale il cui direttore era Otto Joel.

Ma il destino decise diversamente: durante il 1893, nacque l’unico figlio Ludovico, e legò per sempre il suo destino all’Italia.

La grande svolta ebbe con l’assunzione presso la Banca Commerciale Italiana e qui ebbe un’ascesa incredibile:complice un pragmatismo vincente ed una forte determinazione fin dall’infanzia e che mai lo avevano abbandonato.

Nel 1906 Toeplitz fu promosso direttore centrale e nel 1907 capo del Servizio Controllo Sedi e ciò gli permise, attraverso numerose ispezioni e visite a sorpresa, di incrementare gli affari delle filiali più importanti.

Inoltre instaurò rapporti duraturi e proficui con molti industriali e politici, consapevole che una sinergia di intenti poteva essere la strategia vincente per aumentare il potere di un’istituto bancario.

Dopo una carriera notevole e appagata, decise di ritirarsi a vita privata nella sua amata dimora di Varese assieme alla seconda moglie Edvige. Vi rimase fino alla morte e dove riposa, dal 1938.

In una piccola cappella sono raccolti i resti di Józef, della seconda moglie e dei suoceri.

Sono tante le testimonianze di una personalità con ampie disponibilità economiche e sempre attento al benessere della comunità.

Fu un grande mecenate e non era insolito trovare nella villa di Sant’Ambrogio artisti, intellettuali e letterati.

Non mancò mai di raccomandare tecnici o esperti con qualità ottimali piuttosto che persone indicate per favori clientelari.

Cercò di sponsorizzare la conversione delle aziende alla produzione industriale anziché bellica dopo la prima guerra mondiale, consapevole della profonda competenza e genialità imprenditoriale italiana.

Alla luce di una personalità tanto importante e preziosa per la mia città, ritengo sia doveroso intervenire e non tacere di fronte allo scempio che avviene sotto i nostri occhi.

Tutti meritano una degna sepoltura e che il luogo del loro riposo non casa a pezzi.

Perché è ciò che sta accadendo e io non mi girerò dall’altra parte.

E assieme a me, i miei soci e amici, Luigi, Davide, Fausto e Alex de “La Varese Nascosta” che si stanno attivando per accendere i riflettori su questa problematica: sono loro gli autori delle foto che vedete, e che mi hanno aiutato in questa attività.

Una menzione speciale anche alla scrittrice Gabriella Fantuz,che mi ha accompagnato nel primo sopralluogo e che ringrazio infinitamente.

A loro il mio grazie e la mia gratitudine per avermi dato spazio.

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