I ragazzi dannati


Oggi racconto di uno dei libri che hanno segnato la mia giovinezza.

Forse perché era profondamente vero e crudo, forse perché il mio rapporto con la droga è sempre stato  sull’orlo di un precipizio.

Vicini senza mai toccarsi.

Non ho mai fatto uso di droghe come la cocaina e l’eroina ma ho conosciuto chi ne ha fatto uso e abuso, fortunatamente poi uscendo da questa spirale di disperazione.

Il libro Noi, I ragazzi dello zoo di Berlino è la storia di Christiane e della sua lenta discesa nell’inferno della droga.

Un libro angosciante, crudo, che catapulta in un clima così tetro e claustrofobico che, impone pause equivalenti a boccate d’aria (per me, almeno, è stato così).

Il dettaglio agghiacciante è l’età della protagonista: aveva appena 12 anni quando iniziò e nel giro di un biennio,più o meno, aveva  toccato il fondo.
Certamente parliamo di una testimonianza pubblicata nel ’81, che ha fatto sicuramente più scalpore allora di quanto ne farebbe ora, che il fenomeno, con le sue dinamiche e i suoi effetti, è ben noto.

Eppure io l’ho letta riflettendo sulle cause, soffermandomi sulla parte iniziale della narrazione, che descrive il contesto sociale e familiare di questa ragazza.

Consapevole che forse, oggi non “sarebbe” più la droga la minaccia, ma i meccanismi che mettono in moto certi ingranaggi sono gli stessi, quali che siano le “valvole di sfogo”: la libertà di esprimersi e di essere, la volontà di costruirsi un’identità, il bisogno emotivo più di quello materiale (da notare il senso di colpa della madre per non essere riuscita a darle materialmente, che la portavano ad impegnarsi tanto nel lavoro da non accorgersi della solitudine della figlia).

Ecco come ho letto quest’opera: da mamma di un figlio adolescente, pregando, nello sgomento, di essere fortunata nell’attraversare con loro questa delicata fase di crescita.
Perché questo libro non racconta solo la Droga, racconta i Giovani.


Se può interessare, segnalo il film omonimo, e un sequel, pubblicato nel 2014, intitolato “La mia seconda vita” (io non l’ho ancora letto ma lo farò sicuramente).

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