Il Titanic e la redenzione di un fuochista.

Ogni singola persona ha una storia da raccontare.
Alcune storie sono più pubblicizzate di altre e sicuramente è stato scritto molto su coloro che sono coinvolti nel disastro del Titanic.
William Nutbean è ricordato come un sopravvissuto del Titanic, ma la sua vicenda non inizia solo nel pub The Grapes di Oxford Street a Southampton la mattina del 10 aprile 1912.
La sua storia inizia nel 1881 e, sebbene questa brutta storia lo coinvolga, sopravvive a una terribile tragedia marittima, ed è anche la storia di un giovane malvivente dell’epoca vittoriana.
Questa è una cronologia di alcuni degli eventi importanti della vita di William Nutbean.

claudio bossi

Questa è una delle storie meno conosciute del gigante tragico del mare, la vicenda di un uomo povero e semplice: profondo insegnamento di vita e riconoscenza ad essa.

Una scelta controcorrente rispetto a quanto narrato dai diversi ma assolutamente doverosa per rendere veramente omaggio a chi ha vissuto in prima persona una delle tragedie più conosciute e affascinanti di inizio novecento. Il Titanic non era solo una delle navi scientificamente più avanzate: era un mondo di sogni, speranze, e tenacia. Ogni vita, purtroppo uccisa o fortunatamente sopravvissuta, è una preziosa fonte di insegnamento e testimonianza da preservare.

E, ora, la parola ad un fuochista dalla vita tutt’altro che semplice.

William James nacque a Sherborne nel 1881 da un famiglia estremamente povera del Dorset. Era figlio di Georgina James, originaria di Southampton e William Lionel Nutbean. L’infanzia del protagonista è tutt’altro che facile. Il padre venne arrestato nel 1886 per aver malmenato la moglie nei pressi della loro casa a Union Place, vicino a College Street a Southampton, situato nella zona densamente popolata dei bassifondi a sud di East Street.

Tra gli anni ’40 e ’50 dell’Ottocento la crescita della città si estese. Nel 1840 la ferrovia raggiunse Southampton. In città la costruzione di diligenze, un’industria importante all’inizio di quel secolo, con l’avvento delle ferrovie, decadde lentamente.

claudio bossi

Probabilmente William ebbe modo di vedere scene violente in famiglia, in quanto l’ambiente era profondamente malsano e disagiato. Ad appena 8 anni venne accusato di aver rubato una scatola di manzo e scagionato dai poliziotti impietositi, ma poco dopo aver compiuto 11 anni compì un vero e proprio furto e venne condannato ricevere sei colpi di verga di betulla, una dolorosa forma di punizione atta a rieducare il giovane.

Ma non valse a nulla, le porte del carcere si aprirono davanti a lui nel giugno 1895. Fu la prima volta e non sarebbe stata nemmeno l’ultima. Purtroppo la povertà era la chiave per aprire le porte di una vita disgraziata e grama.

Da questo momento in poi, l’esistenza di William fu un continuo entrare ed uscire da istituti di pena. Luoghi dove venivano rinchiusi i reietti, disagiati e criminali senza alcun tipo di supporto. Commettere reati era abbastanza facile: basti pensare che spesso i furti erano commessi da persone affamate e stanche di una pancia perennemente vuota.

William si sposò nel 1908 con Emily Heard a Southampton e questa traccia è presente nel registro dei matrimoni per la coppia. Tuttavia, si sa poco di Emily Heard e apparentemente sembra che i due abbiano vissuto assieme poco più di tre anni. Probabilmente i disagi emersero in breve tempo, al pari delle inquietudini dello sposo che si altalenavano a momenti di fugace serenità.

Nel censimento del 1911 Nutbean venne descritto come portuale, esattamente al pari di molti suoi concittadini. I guadagni dei marittimi erano una buona fonte di sostentamento e, nonostante le numerosi vicissitudini, il desiderio di una vita serena era sempre stato insito nel cuore dell’uomo.

Analizzare la sua personalità è estremamente complicato, e sicuramente le informazioni sono frammentarie e a tratti imprecise: sappiamo veramente poco dei tanti problemi che potranno essere insorti in un’infanzia complicata, e pertanto lo possiamo solo supporre.

Ma ecco affacciarsi, in una vita normale e probabilmente già destinata alla distruzione, la storia.

Il Titanic
Nome esatto: Royal Mail Ship Titanic
Armatore: White Star Line
Numero di Registrazione: 131428- Liverpool
Costruttori: Harland & Wolf di Belfast
Impostazione: 31 Marzo 1909
Varo: 31 Maggio 1911
Stazza Lorda: 46328 tonnellate
Lunghezza: 268,83 metri
Altezza: 53,34 metri
Propulsione: 29 caldaie; 2 motrici a motori contrapposti; 1 turbina a bassa pressione; 3 alberi motore con elica.
Velocità: 24 nodi
Entrata in servizio: 10 aprile 1912
Capitano: Edward John Smith
Equipaggio: 899 membri
Passeggeri: 1324 persone.

claudio bossi

William venne scelto come fuochista e quasi come una sorta di deus ex macchina, il destino cambia le carte in tavola. La speranza disillusa, la tragedia e i momenti immediatamente successivi crearono un profondo smarrimento nel cuore dell’uomo.

Il gigante caduto del mare scosse la storia e l’anima di tutti, in modo complicato e differente. Inaffondabile e sprofondato sotto il peso della superbia umana, ma cicatrizzato a fuoco nel cuore di tutti per sempre. Esiste, forse qualcuno che non conosca, quantomeno a grandi linee, la sua storia?

E il futuro di William dopo la tragedia…..è tutto da leggere.

Non serve che ti vesta bene.
Basta che ti tolga i vestiti da balordo.

claudio bossi

Claudio Bossi sceglie di raccontare una trama legata ad uno degli ultimi fra gli ultimi. Restituendole la testimonianza preziosa che altrimenti sarebbe stata dimenticata. William era un reietto della società inglese, nato in disgrazia e rinato nella disgrazia.

Coraggioso, determinato e profondamente convinto nella sua volontà di rinnovamento dello spirito che custodirà fino alla fine dei suoi giorni.

Il Titanic rimane un prezioso e inesauribile tesoro di umanità, nelle sue forme più disparate. E Claudio Bossi è il suo narratore più straordinario.

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