
«Oggi è un anno.»
tranne il colore degli occhi, roberta marcaccio
«E cosa sei venuto a fare?»
«A cercare risposte.»
Ci sono autori che sanno scavare nel cuore, e Roberta Marcaccio è una di questi. Sempre scrittrice delicata e profonda, racconta storie che sono frammenti di vita ed emozioni. Veri e penetranti al pari dei sentimenti che lasciano il segno. Come se attraverso i personaggi frutto della sua grande fantasia di scrittrice, lei abbia posto molti degli archetipi d’esistenza degli esseri umani.
Questo libro pare, apparentemente, raccontare la vita di due giovani: Michela e Annamaria. Diverse ed eppure unite da un filo invisibile. Un legame d’amicizia molto forte e che sopravvive a tutto. Anime gemelle in simbiosi d’unione affettiva e devota, resiliente ed eterna.
Anche ad una separazione mai veramente compresa.

Come l’ esistenza di ognuno di noi, questo libro racconta di un microcosmo fatto di pensieri e vicende che si intrecciano vorticose. Le ambientazioni sono differenti, ma sempre ricche di particolari vivi e mai eccessivamente ridondanti. La scrittura di Roberta Marcaccio non eccede mai in descrizioni che possono annoiare il lettore: lo spazio è lasciato alla stessa immaginazione mentre sfoglia, divorando, le pagine del libro.
La lettura è avvincente e tiene incollati. I personaggi sono sviluppati come se prendessero meravigliosamente vita nelle pagine: sembra di sentire i loro pensieri, i sussurri dell’anima e i tormenti. Intensamente umani e profondamente reali e al punto che ogni lettore potrà identificarsi in essi.
Una bellissima magia: in tutti i protagonisti dei suoi racconti possiamo trovare anche qualcosa di del nostra nostra anima più intima.
È trascorsa una settimana e di lei non c’è traccia.
tranne il colore degli occhi, roberta marcaccio
Annamaria trascorre i minuti, le ore e i giorni distesa sul
letto, a ripensare, macinare immagini, riascoltare
conversazioni, rianalizzare situazioni, ricordare gesti,
parole senza riuscire a capire cosa sia successo, né
riuscire a dormire. L’unica notte in cui riesce a riposare
qualche ora è quella in cui decide cosa fare della sua
vita.

Un libro che attraversa epoche differenti e cambiamenti articolati di decenni diversi, a cavallo tra gli anni 50 e 2000. Il punto di partenza è il paesino San Felice Maggiore, un luogo sicuro ma a volte anche troppo piccolo e opprimente. I piccoli centri urbani sono agglomerato di persone che si conoscono da una vita: vedono, sanno e ascoltano ogni cosa.
Bellissimo e soffocante al tempo stesso. Dolce prigione e limitante evasione per i sogni traboccanti di anime giovani e ribelli.
«Mamma, papà se ne farà una ragione. Quanto a
tranne il colore degli occhi, roberta marcaccio
Michela…»
«Cosa sarà successo a quella figlia?» chiede Antonietta
con una stonatura nella voce.
«Se lo sapessi, mamma, sarebbe tutto molto più
semplice.»

Paesaggi incantati e suggestivi. Nella neve che cade sembra dipingersi una favola vera e nei tanti racconti proposti, anch’essi uniti da un’unica trama ossia la meravigliosa verità della vita e dei suoi infiniti misteri. Tutto assume un senso pieno e reale nel divenire stesso della storia, perché cresce e si evolve con ritmi differenti ma costanti e mai interrotti.
«La mia vita è qui, ormai, e anche la mia casa e la mia
tranne il colore degli occhi, roberta marcaccio
famiglia. Tu sei qui, e non ho più nulla che mi leghi al
paese.»
«Perché non hai più cercato la tua amica?»
Michela sorseggia la grappa e guarda la figlia, lasciando
in sospeso una domanda che non ha mai avuto una
risposta.

Un profondo insegnamento permea tutta l’opera. Riflettendo, ho trovato questa scelta coraggiosa ma necessaria, sicuramente segnale di un’artista che scrive anche per lasciare un messaggio importante e su cui non ci soffermiamo mai abbastanza.
L’amicizia è un sentimento spesso abusato e definito quasi “a caso”: invece è uno dei più nobili per l’essere umano. E il perdono ne è una delle prove, forse la più dura ma anche la più vera.
Perdonare non è per tutti, e donarlo è un segno di speranza per tutti gli esseri umani.
Chi perdona troverà sempre luce, nonostante il buio con cui spesso ci tocca convivere.
«Le nonne sono diventate due stelle?»
tranne il colore degli occhi, roberta marcaccio
«Sì, sono quelle due lassù, le vedi?» Virginia segna con il
dito due stelle molto luminose in corrispondenza del
campanile di Alba.
«E anche le stelle sono sorelle?»
«Non lo so, Ale, perché?»
«Perché se quando sono morte le nonne sono diventate
stelle, allora anche le stelle sono sorelle.»

