Il Castello di San Polo

Il castello, documentato nel 1385 come proprietà di Guglielmo Landi, ha origini trecentesche.
La struttura si compone di un’impianto in pietra e mattoni molto simile a quello di altri castelli piacentini di pianura.
Il complesso ha pianta trapezoidale e tre torri, di cui due rotonde e una quadrata.
Il corpo a sud risulta staccato, generando discontinuità colmata da due muri che collegano il corpo con il resto del fabbricato.


Le tre torri sono distribuite in maniera irregolare: quelle agli angoli nord-est e sud-est sono rotonde, la prima con merli originali murati e la seconda più bassa a colombaia; quella a nord-ovest è quadrata, probabilmente rimaneggiata nel corso del Cinquecento.
L’impianto di questo fortilizio costruito in pietra e mattoni è simile a quello di altri castelli piacentini di pianura.
Esteriormente, almeno per quanto riguarda le superstiti parti originali, si notano richiami stilistici uguali a quelli del castello di Podenzano.



Il castello è allo stato di rudere, oltre ad essere in gran parte ricoperto da vegetazione, presenta una struttura pericolante e non è accessibile.

Tra il Cinquecento e il Seicento, la famiglia Ardizzoni-Calvi fa trasformare il corpo orientale da fortilizio a palazzo residenziale, l’intervento interessa il cortile interno, dove sono il portico e la loggia superiore, entrambi a tre fornici arcuati che proseguono con altre due campate per l’intero corpo occidentale.
Nel 1746 il castello di San Polo è adibito a prigione dal generale austriaco Berenklau, che vi rinchiude i militi spagnoli che difendevano la rocca di Rivalta.

Un luogo che meriterebbe cura e memoria: speriamo si agisca contro la rovina quanto prima.

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