Il libro di una sognatrice

Dopo una delle mostre più belle degli ultimi anni, vorrei raccontare di un libro dedicato all fotografa degli ultimi e della meraviglia degli attimi semplici.

Il titolo riprende il primo verso di una poesia di Pedro Salinas.

Un’ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io

L’esistenza di Vivian Maier pare
evanescente,quasi un’ombra.
Una grande fotografa che ha lasciato solo tracce della sua esistenza per cui è difficile ricostruire la biografia ma che ha donato al mondo, senza che fosse sua intenzione, “un patrimonio fotografico di inestimabile valore”.

È stato solo grazie a John Maloof, il figlio di un rigattiere, che si è potuto risalire a lei dopo una serie di circostanze casuali.
Francesca Diotallevi ha ricostruito la sua non facile vita, un po’ facendo tesoro delle poche testimonianze, dirette o indirette, un po’ immaginando quelli che sarebbero potuti essere i sentimenti, le difficoltà psicologiche, lo scavo interiore, tutti elementi che hanno contribuito a delinearne il carattere e la personalità.

È venuto fuori, a mio modesto parere, un bel libro, scritto con un linguaggio ricercato, elegante e raffinato, con brillanti metafore e immagini penetranti.
È un libro che rende preziosa e unica la figura del fotografo che riesce a cogliere l’attimo e lo rende eterno facendo riflettere sulla fugacità del tempo, sugli affetti che vorresti trattenere, sulla fluidità dell’esistenza.

“ Io, Vivian, sono quella che nessuno nota, quella che nessuno vede. Io li vedo, invece. […] Vedo le loro vite incrociarsi […] Indago le pieghe della pelle, dove resta inciso il passato, scruto gli incavi dei gomiti e delle ginocchia, i bordi sfilacciati dei cappotti, le mani che si stringono, i segreti sussurrati tra i capelli, la rabbia di un gesto, la tenerezza in uno sguardo, l’insopportabile caducità di ogni istante. Questi istanti io li rubo. Li porto via a quelli che, in fondo, non sanno che farsene di quei frammenti di vita destinati a dissolversi nel momento stesso in cui accadono. Custodisco le storie che le persone non sanno vivere”.
E, dopo aver letto ciò, non cambia niente dentro di noi ?

Una vita difficile, all’insegna del coraggio e del dolore, di quei muri che si innalzano per non far entrare la sofferenza ma anche dal saper cogliere dietro uno “scatto” la vita e le emozioni delle persone. Come scrive l’autrice “guarda quello che guardano tutti, ma guardalo in un modo diverso”.

La donna considera arte ciò che gli altri danno per scontato.

Opera che consiglio per comprendere appieno una personalità complessa e straordinaria al tempo stesso.

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