

Che essenza hanno i sogni? Ecco, forse questa è una delle domande più profonde dell’uomo.
Molto studiosi si sono interrogati sulla loro natura e creazione, perché, ed è un dato assolutamente scientifico, essi sono la proiezione di una parte nascosta della mente.
Spesso è l’arte a dare delle risposte dove gli studi, le analisi e le teorie si sono scontrate e smarrite.
Gli artisti sanno guardare oltre i confini della realtà che si pensa di vedere.
Con profondo coraggio e determinazione, perché scavare nell’anima più intima delle emozioni è un atto non semplice e sicuramente non privo di coinvolgimenti.
L’artista è l’eroe dell’ignoto.


Michela Fabbri è colore, sogno e delicatezza. I suoi quadri sanno di fiaba. Una magia che si materializza nelle sue opere come una sequenza di emozioni diverse e penetranti. Vorticose ma mai opprimenti, gioiose ma non eccessivamente briose. Di quel brio fine a sé stesso e privo di qualsiasi scopo edificante.
Soggetti diversi, immersi in ambienti fatati e incantati. Senza una apparente collocazione temporale, ma fermi nelle loro emozioni.
Estasi di sensazioni che diventano tutt’ uno con chi osserva.
Ad un primo sguardo sembra non abbiano una collocazione definita.
Ma si sa, la realtà che si vede non è mai quella che un cuore puro percepisce.



I colori sono variegati e molteplici, utilizzati con cura e secondo ambientazione. Vengono prediletti i colori caldi per i soggetti prettamente umani e che rappresentano le emozioni connesse alle sensazioni innate dell’uomo.
Nonostante gli apparenti limiti non definiti, essi disegnano l’infinito. Rompendo quel mostruoso e becero confine tra realtà precostituita e verità nella sua più intima forma.

Non ho mai amato incanalare un pittore in uno stile perché ritengo che un’artista non abbia bisogno di confini.
Da sempre chi lavora con l’arte abbatte muri e limiti: guerriero resiliente della lotta alla banalità e al dato per scontato.
E, anche in questo caso, non mi voglio fermare a definire lo stile di Michela Fabbri.
Guardo con il cuore e respiro con l’anima le sue creazioni, anche più volte e in diversi momenti.




Perché per comprendere appieno l’arte va osservata con cura e cosciente scrupolo. Possono essere diverse le emozioni scaturite in momenti completamente opposti. Non bisogna mai accontentarsi di guardare.
Queste immagini sono pezzi di sogni. Dolci evasioni e delicate carezze al cuore.
Bisogna accostarsi a loro con profondo e devoto rispetto.
Rapiscono e la bellezza delle loro rappresentazioni sta nel cogliere un particolare differente ad ogni sguardo.

Opere che non attingono solo alla fantasia, ma che provengono dai pensieri più profondi.
Catturano e rapiscono la mente esattamente come un sogno: una dei rifugi più belli per un essere umano.
Culla dove riparare da un mondo profondamente malato e stanco.


Una opinione su "Una pittura fatta di sogni…"