La forza di ricominciare.

Poi un giorno accade ciò che ormai avviene sempre più spesso.
Si risveglia. A più di cinquant’anni si trova licenziato perchè fa parte della vecchia squadra e costa. “Costa troppo”

un momento fa, forse. Giovanni Ardemagni

Marcello e G. sono ottimi e fidati amici, uomini calmi e maturi, l’uno totalmente differente dall’altro, ma uniti in un solido e profondo rapporto di amicizia. Una vera e propria simbiosi di quelle in cui basta un piccolo sguardo per capirsi e le parole di supporto sono sguardi complici che valgono più di mille frasi. Compagni di lavoro, e di una sorte non sempre favorevole.

Marcel sembra, tra i due, una persona “tutta d’un pezzo”: bernese solitario e dedito al lavoro come scopo vitale, ma al tempo stesso fragile e anelante d’amore. Nella prostituta Lilù egli cerca una sorta di legame e di rifugio dalla maschera che, faticosamente, ha costruito di sè.

G è un uomo estremamente mite e riflessivo, sicuramente meno espansivo dell’amico e si definisce un “Anti sì buana”. Non vive per lavorare, eppure ogni incarico è sempre preso con profondo impegno determinazione.

Grazie, grazie davvero per quello che ci avete dato.
Per aver dato valore al tempo dedicato in questa gabbia di matti.

giovanni ardemagni

La narrazione si sviluppa attraverso i pensieri del protagonista: il signor G, una persona di animo gentile, curioso ed affabile. Con gli occhi che scrutano l’infinito cercando i propri sogni e il cuore in cerca di una forma di riparo dalle tante angherie della vita e della cattiveria umana.

In quella che sembra una vita tranquilla e abbastanza appagata ecco che si innalza prepotente uno dei più grandi timori di ogni uomo: il signor G e il suo caro amico Marcel perdono il posto di lavoro per una delle tante riorganizzazioni aziendali.

Decisioni poste in essere da dirigenti pagati quanto mai forse una persona normale possa guadagnare in una vita e responsabili delle vite lavorative di centinaia di persone. Senza che mai nessuno, e ripeto nessuno, abbia potere di mettere in discussione le loro scelte.

In questa storia, la vita del protagonista è completamente stravolta e senza che vi sia, in alcun modo, qualsiasi forma di protesta possibile.

Un destino da accettare, senza sé e senza ma.

Sarebbe bello se ci fossero delle strategie di sviluppo economico basate su queste cose. Riconoscere la persona, insomma. Nel marketing abbiamo le quattro “P”, ossia prezzo, prodotto, persona, promozione. Mettiamocene un’altra, la “P” di persona.
Andremo più lontano

un momento fa, forse. Giovanni Ardemagni

Come se già non fosse un periodo complicato, ecco che la tragedia coglie tutti di sasso.

Ribaltando, e questa volta in modo irreparabile, la vita di tutti. Inizialmente tutto sembra essere perduto, e le fondamenta faticosamente costruite con anni di fatica e sacrifici pare siano rovinosamente implose.

E qui che arriva, quasi in modo prepotente e vorticoso, uno sviluppo assolutamente sorprendente e un rapporto speciale con una donna dolce ma dal passato complicato.

Figure che si contrappongono, raccontate e rappresentate attraverso le loro emozioni e sensazioni. Una lettura che è un fermo immagine di alcuni istanti di vita e che conquista ad ogni pagina, non lasciando assolutamente indifferenti.

Passeggio. I miei pensieri sono immersi in tutto ciò che ho vissuto fino ad un momento fa, forse.

un momento fa, forse. Giovanni Ardemagni

Questo è uno di quei libri che profumano di vita vera e in cui ognuno di noi può trovare un frammento di sé. Le sensazioni provate possono essere compatibili a tanti momenti passati ed affrontati, e il senso intrinseco è quello di ritrovare la propria anima.

Attraverso i pensieri di G, scopriamo quanto sia importante fermarsi e ascoltare ciò che il cuore urla da tempo. Nella frenesia di una Svizzera operosa e dinamica, il protagonista ha il coraggio di riconsiderare l’esistenza stessa e le mille sfaccettature che possono generare gli eventi.

Resiliente e mai sconfitto, eroe della quotidianità perennemente stravolta ad ogni conquista fatta.

Profondamente vero e infinitamente umano.

L’emozione è infinita, così come la commozione. Forse è proprio la famosa goccia…sapevo che sarebbe arrivata a far traboccare il vaso e farmi esplodere.

un momento fa, forse. Giovanni Ardemagni

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