Una fata molto speciale…

Eh sì, coltiva ancora oggi la passione: è vita,
dice lei. Semplice dirlo e semplice farlo per Donna
Marina. Gioisce il suo cuore di un piacere infini-
to quando riempie i quadri di cavalli in corsa che
sollevano la polvere, di altri che mangiano l’erba
o attraversano i fiumi, e altri ancora volanti nello
spazio con enormi ali. Quasi, quasi, si ha perfino
la curiosità di guardare oltre quelle tele dipinte
con tanto amore. Forza, equilibrio, nobiltà, poten-
za e libertà: è questo tutto ciò che le trasmettono.

albero di fata

Credo fermamente che le favole siano un profondo portavoce di verità e insegnamento. Basti pensare agli autori più rinomati, come Fedro ed Esopo. Della loro vita sappiamo poco o nulla, ma le loro opere sono arrivate fino ai giorni nostri.

Esattamente come Omero, quando in una creazione letteraria si percepisce un insito senso morale essa diventa un baluardo nell’esistenza umana, attraversando secoli e millenni.

Con una punta di scanzonata ironia, mi chiedo se succederà mai con gli scrittori dei giorni nostri. Sia perché ad essere osannato è il personaggio e l’apparenza, più che il contenuto dell’opera ma anche perché non si scrive più con un intento edificativo, ma quasi per un’ossessionata ricerca di notorietà.

Cavalcando mode, ed emulando quelli che sono i grandi successi del momento.

Funziona così, secondo Donna Marina: quando
desideri qualcosa dal profondo del cuore, prima
o poi si realizza. La cosa più importante è impa-
rare ad avere pazienza. La stessa pazienza che ha
lei mentre prepara le fatine vicino al camino acceso.

albero di fata

Questo libro, finalmente, compie una piccola rivoluzione. Racconta tanti piccoli episodi legati alla vita di Donna Marina. Protagonista curiosa che scopre il mondo con occhi vivaci e intelligenti, mai paga di ciò che la realtà fa apparire.

Nei tanti pensieri che affollano la mente le considerazioni sulla vita e sul mondo. Sarebbe sbagliato, a mio parere, definirla una bambina che scopre il mondo.

Io l’ho considerata come un’adulta che cerca di esplorare la realtà tornando fanciulla, per immedesimarsi in ciò che spesso non considerato.

Quanto possiamo dare per scontato il presente, senza pensare che esso possa rappresentare una continua scoperta.

Guardiamo ma non osserviamo, e quest’ultima azione dovremmo proprio impararla dai bambini.

Tanti anni fa, questa bambina ha dato la vita a
Donna Marina e in cambio lei le ha dato il nome
più bello della terra, Mamma, il nome della Terra stessa. Per lei non avrebbe potuto scegliere altro fiore se non quello che rappresenta la donna, simbolo della delicatezza e della resistenza: la Mimosa. Nell’arco della sua vita la mamma aveva
indossato molto bene anche l’abito della forza,
della femminilità, e lo aveva dimostrato durante
la crescita della bambina Marina, rendendola una
donna capace di camminare con i piedi per terra.

albero di fata

Anche negli stessi rapporti personali, Donna Marina si sente felice e appagata, non cerca di compiacere ma coltiva il rapporto con profondo trasporto e felicità.

Leggendo questo racconto, ho trovato davvero tante emozioni che ignoriamo completamente.

I genitori, quasi sempre considerate l’antitesi su basare le fondamenta del proprio carattere, diventano invece un tesoro prezioso e non perché genitrici di vita ma naturale sentimento di figlia verso la mamma. Un fanciullo cerca la mamma per avere una coccola o una carezza e non per un fine, perché già completo del suo sentimento.

Riscoprire un’emozione credo sia una delle fatiche più incredibile per un essere umano maturo, abituato a rispettare schemi, orari ed obblighi.

L’emozione vive in funzione di altri, ma respira la sua medesima essenza.

Si coltiva sempre al presente per sperare nel fu-
turo, pensa. Come vedi, piccola creatura, prima o
poi le favole finiscono, ma questa non è una favo-
la, questo è un sogno, un sogno di Donna Marina
appena cominciato; e, perché no, è anche il mio
sogno. D’altronde, io e Donna Marina siamo due anime fuse in una.
Su, dai… cosa aspetti? Corri dalla donna vestita
di verde con i fiori stilizzati disegnati sopra quel
tessuto morbido di tulle e caldo cotone. Desidera
conoscerti, davvero tanto. Anche tu meriti la ma-
gia della fatina senza volto, perché la sua magia è
il sorriso e il sorriso appartiene a tutti, senza alcuna eccezione.
Sììì… dillo forte, appartiene al Mondo.

albero di fata

Sono pochi i libri che espongono con parole profondamente semplici (ma non semplicistiche) concetti che lentamente sono stati abbandonati al degrado e al pressapochismo. L’amore è osannato da poeti e artisti, ma pensiamo a quanta banalità si celi dietro a talune opere: è davvero così che vogliamo lasciare traccia di un sentimento tanto splendido e travolgente?

A qualche frasetta messa in rima che poi si trasforma nell’esatto anatema apostrofato a distanza di qualche anno?

Forse, e in questo ritengo straordinaria l’opera di Fadiola Golloberda, dovremmo imparare a vivere con l’anima di un bambino.

Intimamente matura più di tante anime adulte.

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