Un film sul Narcisismo più estremo

Stasera con un film racconto l’estremizzazione del narcisismo più perverso.

Siamo nella New York a fine anni ’80. Patrick Bateman (Christian Bale) è un consulente finanziario molto ricco che vive in un appartamento di lusso. Lui vive la sua vita curando in maniera maniacale sia il suo aspetto che il suo corpo, chiacchiera sempre con i suoi colleghi di lavoro di questioni banali come la moda attuale oppure opinioni sugli altri colleghi, va a mangiare in locali esclusivi e molto costosi ed esce con diverse donne. Oltre a essere un uomo ricco lui sembrerebbe anche un Don Giovanni, ma dietro quella maschera da ragazzo della porta accanto si nasconde un’enorme sete di sangue che nell’ultimo periodo non riesce più a controllare.

Ad esempio per una sciocchezza un povero barbone ma le cose si fanno più preoccupanti quando lui uccide Paul Allen (Jared Leto), un suo collega più ricco di lui e fa in modo che scompaia dalla circolazione. La scomparsa di Allen fa in modo che si apra un’indagine mandata avanti dal detective Donald Kimball (Willem Dafoe) e questa cosa inizia a scuotere i nervi già tesi di Patrick. Mentre Bateman cercherà di mantenere un minimo di autocontrollo per non far scoprire a tutti di essere un assassino, succederanno altri eventi che lo faranno diventare sempre più folle e niente riuscirà più a fermarlo, né le sue ruotine né l’affetto della sua segretaria Jean (Chloë Sevigny), forse l’unica persona che tiene veramente a lui.

Mary Harron è a mio avviso una grande regista, un’artista che ha avuto una certa influenza nel mondo del cinema ma che considero ancora poco conosciuta. Esordì sul grande schermo con la pellicola chiamata Ho sparato a Andy Warhol, una storia biografica veramente stupenda che vi consiglio di recuperare. Il successo però lo ottiene proprio con American Psycho, film che è subito diventato un cult.


Un’altra cosa particolare è che in molti sconsigliarono a Bale di prendere parte al film perché pensavano che avrebbe messo fine alla sua carriera. Bale invece era molto fiducioso, talmente fiducioso che non accettò altre proposte di film per nove mesi pur di riavere la parte di Bateman e, visto la carriera che ha avuto finora, posso dire che ne è valsa la pena.

Inizialmente Bateman ci viene introdotto come un uomo incredibilmente ricco e facoltoso che cura in maniera esasperante il proprio corpo e che ha un comportamento molto controllato ed educato e questo sembra renderlo migliore del suo gruppo. In brevi momenti però, quando gli altri sono distratti o non c’è nessuno in giro, dà sfogo a una piccola parte di se, come all’inizio in quella discoteca dove grazie al frastuono della musica minaccia di fare a pezzi la barista e non viene sentito. Quello è stato un momento molto breve, ma in quei pochi secondi si è vista la sua natura sadica e selvaggia. Più andremo avanti con la storia e più capiremo quanto perverso sia quest’uomo, un essere spregevole, misogino, disgustoso una persona molto ricca che non ha dovuto lottare per guadagnare qualcosa e questa sua posizione gli permette di fare tutto ciò che vuole. Col passare del tempo però la situazione gli sfuggirà sempre più di mano e quella sua natura mostruosa, la sua vera natura, inizierà sempre di più a fuoriuscire e Bateman diventerà ancora più spaventoso e ripugnante. A volte saranno cose importanti a farlo uscire di testa, altre volte invece cose di poco conto. Pensiamo alla prima scena di omicidio che vediamo (perché in realtà capiamo che ce ne sono state altre). Cos’è che in quel caso fa perdere il controllo al protagonista? Il fatto che il suo biglietto da visita non sia all’altezza di quello degli altri. E’ una motivazione veramente frivola e sciocca ma è proprio in questo che punta il libro e che il film riesce a mettere in scena con grande maestria.

Bateman, la classe sociale in cui vive e le persone che frequenta, sono tutti completamente vuoti. Un mondo vuoto e tremendamente materialista dove non si fa altro che parlare dell’ultima moda, dei propri appartamenti, dei ristoranti lussuosi in cui andare a mangiare, ma che per il resto non assolutamente nulla da dire. Parlando tutti di cose di poco conto e quando invece provano a fare qualche discussione più umana si bloccano, non sanno come andare avanti o come iniziare e allora tornano a discutere dei soliti argomenti frivoli. Nonostante la ricchezza che hanno tutti loro, sono persone povere di umanità, a volte sembrano quasi degli automi.

In tutta questa storia emerge l’incredibile interpretazione di Christian Bale che riesce a dar vita a uno dei personaggi più crudeli di sempre, un personaggio con cui è impossibile empatizzare e il modo con cui l’attore mostra il crollo di Bateman è assolutamente grandioso. Tra l’altro eccovi un informazione divertente: per il personaggio di Bateman, Bale si ispirò a Tom Cruise dopo averlo visto in un’intervista in cui aveva un sguardo amichevole ma che dietro ai suoi occhi c’era il vuoto. L’altra cosa divertente è che nel romanzo di Ellis, Bateman incontra veramente Tom Cruise in ascensore visto che abitano nello stesso palazzo.

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