La città fantasma nel cinema

Rose e Christopher sono felicemente sposati, ma c’è qualcosa che li preoccupa. La loro figlia adottiva Sharon soffre di sonnambulismo e ripete in maniera ossessiva il nome di “Silent Hill” quando dorme. Rose decide, all’insaputa del marito, di partire con Sharon verso questa misteriosa città con l’intento di scoprire quale sia il legame tra quest’ultima e sua figlia. Durante il tragitto, si imbattono nell’agente Cybil Bennet e, dopo essere fuggite dalla poliziotta, le due hanno un incidente e Rose sviene. Una volta rinvenuta, Rose si accorge che la figlia è scomparsa e intorno a lei c’è solo nebbia e un cartello con la scritta “Benvenuti a Silent Hill”. Rose capisce che l’unico modo per ritrovare Sharon è quello di addentrarsi nella sinistra cittadina, ma non sa ancora quale orrore la sta aspettando in agguato nella nebbia.

La trama del film prende spunto essenzialmente da quella del primo capitolo del videogame sviluppato dalla Konami per PlayStation, con alcune piccole differenze. Inoltre, la stessa è ben costruita e riesce a catturare appieno lo spettatore. Grazie ai vari flashback, è possibile capire appieno l’intera storia, ipnotizzando letteralmente chi lo guarda. Nonostante la durata che si aggira intorno alle 2 ore, il film non risulta mai pesante o noioso e, anzi, più lo si guarda e più si vuole capire cosa sta succedendo e cosa succederà alla protagonista Rose, con la quale si crea un vero e proprio legame, facendo il tifo per lei per tutta la durata del film.

Silent Hill” è in film che consiglio assolutamente. Se non lo avete ancora visto recuperatelo immediatamente perché ne vale la pena. Potrebbe storcere un po’ il naso chi non preferisce questo genere, ma vi assicuro che è un prodotto di qualità con un profondo significato.

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