Barbero racconta Giovanna.

Ho avuto modo di vedere alcuni film e leggere alcuni libri su Giovanna d’Arco, ma ne vorrei segnalare uno prezioso e accattivante.


Questo testo breve e scorrevole e a volte divertente, potrebbe essere un strumento prezioso nella scuola come approccio alla conoscenza storica, alla comprensione del pensiero diffuso in un determinato periodo storico affascinante e complesso come è il medioevo, durato  quasi mille anni e quindi estremamente vario e diversificato.
Barbero ha il merito di dare voce a sei personaggi le cui vicende rappresentano la vita quotidiana, le abitudini e la cultura di una società vivace ma in cui ruoli sociali sono ben definiti e agli uomini era riservata, inutile dirlo, la parte più interessante.

Le donne per emergere e uscire dalle tipiche attività familiari, dovevano essere eccezionali. Infatti quelle di cui si racconta nel libro,  sono donne che sanno leggere e scrivere, infatti hanno prodotto lettere e testi scritti che  permettono di conoscere  le loro vite, i loro pensieri, le scelte fatte.

Tra le donne citate vi sono Caterina da Siena, una donna che ha segnato la sua epoca, e Christian de Pizan anche lei una donna fuori dal comune, italiana trasferta in Francia dove ha studiato ed è diventata famosa nel suo tempo come scrittrice e si è guadagnata da vivere scrivendo libri; l’ altra donna è appunto Giovanna d’Arco: lei era analfabeta ma conosciamo tantissimo  della sua vita grazie ai documenti ufficiali del processo cui fu sottoposta della chiesa, gli atti pubblici del processo, sono tantissimi e raccontano il suo modo di vedere e di vivere e di credere.

Tra gli uomini vi sono un frate estremamente colto, tale Salimbene da Parma vissuto nel duecento, la cui  mentalità è sicuramente simile a quella di molti suoi contemporanei. Ne viene fuori il ritratto non solo dell’uomo ma della sua epoca; quello che può sconcertare noi è che allora, poiché la carta non esisteva e la stampa nemmeno, i testi erano scritti a mano ed erano costosissimi per cui gli uomini come Salimbene, dovevano puntare tutto sulla memoria e sicuramente la sua era prodigiosa.

Praticamente conosceva la Bibbia a memoria perché , essendo un  predicatore, doveva  essere in  grado di parlare alla gente citando brani a memoria.
Poi c’è  un mercante, un politico al tempo di Dante che lascia uno  scritto molto importante, una cronaca di vita cittadina che  consente di comprendere come funzionava la politica a Firenze tra 200 e 300.
In fine la storia di  un gran signore, proprietario di castelli e possedimenti ma anche un cavaliere,  uomo d’armi che visse molto a lungo , un certo francese Jean de Joinville, contemporaneo di Salimbene, che ha partecipato alla prima crociata guidata da re santo Luigi IX di Francia e , ormai vecchio scrive per raccontare, dal suo punto di vista,  l’epopea della crociata.


Questo libro ha il merito di avvicinare il lettore alla storia, in modo sobrio, piacevole, lo consiglierei a chiunque sia curioso di conoscere un’epoca lunga e straordinaria come è stato il medioevo.

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