
Quasi per caso, ho scoperto la genesi bellissima di quelli che sono i giardini caratteristici di Varese. Tutto grazie ad un reel accattivante e ricco di preziosi cenni culturali e storici. Troverete il link sotto dove vedere il video
La pagina in questione si chiama “Quello che non sai su Varese”, attiva sia su Instagram e Facebook ed è curata da un bravissimo e competente content creator di nome Samuele Corsalini. Esempio di come i social possano diventare vetrina anche di contenuti importanti e suggestivi, grazie allo straordinario lavoro di persone competenti e coraggiose.
Sì, perché raccontare di storia, cultura e arte all’interno dei social network è atto di ribellione verso quello che il trend ci ha imposto. Case perfette, vite perfette, corpi perfetti e soldi a palate.
Meno male che esistono gli audaci bastian contrario: anzi, vorrei che ve ne fossero molti di più. Ma questa è tutt’altra storia.
Ora, veniamo noi. Soprattutto a San Valentino.
Come non raccontare della nascita di uno dei monumenti simbolo della città Giardino?

Ebbene tutto nacque da Francesco III d’Este, duca di Modena e Reggio, e signore di Varese dal 1765 al 1780. Le cronache narrano fosse uomo estremamente rigido e formale, attento in modo maniacale ad etichetta e regole ma fondamentalmente timido e riservato.
Fu uno dei regnanti più longevi del ducato di Modena. Sposatosi per procura e interesse di casata con Carlotta Aglaia di Borbone-Orléans, e successivamente con Maria Teresa Castelbarco Visconti e con Renata Teresa d’Harrach, ebbe non poche difficoltà politiche durante il regno.
In primis, gli venne tolto il ducato di nascita da parte delle truppe austro- sarde, facendolo riparare in tutta fretta in Francia e Inghilterra. Successivamente si arruolò presso l’esercito spagnolo e, grazie ai meriti militari che lo avevano reso uno dei favoriti della casata Borbone, riottenne i suoi territori solo nel 1748 con la pace di Aquisgrana.
Inutile dire che, nonostante la riconquista, la situazione finanziaria era estremamente precaria e Francesco III d’Este decise di appoggiarsi agli Asburgo: allora una delle famiglie reali più potenti.

E così entrò in scena la città di Varese.
L’imperatrice Maria Teresa d’Austria affidò la città come feudo non trasmissibile all’estense, che vi fece l’ingresso ufficiale il 2 luglio 1766, accolto in pompa magna da una grande festa.
Il duca si stabilì presso Villa Orrigoni, in pieno centro, che fece via via sistemare ed ampliare, trasformandola nell’odierno Palazzo Estense. Ma fu il giardino il vero cuore pulsante della sua reggenza varesina.
Si racconta che l’uomo rimase folgorato dalla bellezza di Maria Antonietta, una delle figlie più tragicamente note della sovrana austriaca.
Per impressionarla fece costruire un vasto ed elegante giardino, plasmandolo a somiglianza del palazzo imperiale di Schönbrunn, a Vienna. L’amore non sbocciò mai, ma venne ricordato da Francesco battezzando una delle sue figlie con il nome dell’amata.
E’ anche importante ricordare che si dimostrò signore profondamente innovativo e attento: introdusse nuove e più stringenti regole igieniche per la macellazione degli animali, riordinò il sistema scolastico cittadino, fissò visite mediche gratuite per i più poveri e favorì con atti di mecenatismo lo sviluppo della cultura.
Una figura che diede lustro e benessere alla città, e del cui amore si sa molto poco.

Non sapremo mai se Maria Antonietta o la madre vennero mai a conoscenza di questo amore, ma sicuramente quei giardini sono bellissima testimonianza di una profonda devozione. Ammirando lo spettacolo di uno dei giardini più suggestivi d’Italia non possiamo che rimanere ammaliati da tanta bellezza.
Una meraviglia che profumava d’amore fin dalla nascita.
Nata per onorare un sentimento, divenuta meta obbligata per chi si reca in visita alla città e posto caro a tutti i suoi abitanti.
Pegno del cuore di un uomo per una donna mai considerata adeguatamente dalla storia.

A pensarci bene, un riscatto dovuto alla storia di una vita raccontata attraverso dei filtri non sempre trasparenti.
E personalmente credo che il destino sappia aspettare pazientemente e restituire adeguatamente il maltolto.
Perché si potrà forse mentire al corso della storia, ma il destino saprà sempre far emergere la verità.

Se volete vedere il video che ho menzionato all’inizio, vi metto sotto il link.
Con una raccomandazione: guardatelo!!!
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