
Sta lì: all’ingresso della città, dipinto sulla facciata di un palazzo nei pressi di uno dei crocevia più importanti e trafficati. Meraviglia alla vista di tutti ma poco osservata come merita.
Ecco l’affresco imponente di Renato Reggiori, artista nato a Caravate nel 1932, che ,dopo gli studi classici, Renato Reggiori frequentò l’Accademia di Brera.
Allievo di Gino Moro, si specializzò presso la Scuola d’arte superiore al Castello Sforzesco con Mantica.
Innocente Salvini e il suo linguaggio pittorico definirono i punti cardine del suo operato. Morì oltre vent’anni fa, nel 2004 lasciando un grande vuoto nel panorama artistico varesino.


Questa immensa e straordinaria opera si trova in piazzale Trieste, proprio di fronte alla stazione delle Ferrovie dello Stato ed occupa la facciata di un intero condominio, oggi di proprietà della famiglia Zamberletti.
Le condizioni attuali sono tutt’altro che ottimali e la stessa proprietà denuncia il lento ma inesorabile deperimento, a causa dell’ esposizione alle intemperie e al mancato restauro.
Alcune testimonianze, da verificare, hanno riferito che non venne utilizzata una protezione adeguata una volta terminato il lavoro e questo non poté che accelerare ogni possibile processo di deterioramento.


Reggiori lo dipinse nel 1998, rappresentando al suo interno diverse scene della vita di Gesù collocandole nei luoghi più famosi del territorio varesino come Santa Caterina del Sasso.
Anche la scena della fuga in Egitto trae ispirazione dalla famosa opera di Guttuso allocata nei pressi di una delle cappelle del Sacro Monte.
Molti varesini, con il naso all’insù osservano e commentano i diversi paesaggi, ricordando di quanto essi siano cambiati nel tempo.



Incanta, affascina e evoca la bellezza dei posti del cuore della realtà varesina. Prezioso ricordo da preservare e da scoprire.
Ora tocca a noi fare qualcosa e non perdere questo frammento di incredibile meraviglia che uno straordinario artista ci ha donato in eterno.
Uno spettacolo così indecoroso è indegno della sua memoria e per il nostro territorio.


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