La denuncia all’ipocrisia o l’ennesimo bluff?

Lo dico con tutta onestà: verso Fabrizio Corona non ho un’opinione sempre definita. L’ho odiato, per aver messo in piazza alcune debolezze di calciatori e uomini d’affari.

In particolare, e lo dico da interista, ho provato molta rabbia per aver messo alla gogna Francesco Coco e le foto con una presunta trans: dove stava lo scandalo? Con chi si accompagna una persona sono beatamente fatti suoi.

Eppure un uomo venne, letteralmente, fatto a pezzi davanti al pubblico dominio.

Guardatevi l’interrogatorio, visibile su Rai Play nelle puntante di Un giorno in Pretura e capirete.

Non tocco il caso Elkann perché se consumare droga è reato, è anche vero che le debolezze di una persona in vista non sono mai perdonate. Lapo, esattamente come lo zio Edoardo, sono personaggi noti e verso cui si è sempre riversata attenzione mediatica morbosa e spesso quasi pilotata.

E su questo, ho diverse teorie ma che mi guardo bene dall’esprimere.

Ma, andiamo avanti.

Eppure in questo libro ho notato un Corona maturo, deciso e arrabbiato contro uno star – system che vende favolette a buon mercato. In particolare, contro le coppie più rappresentative: quella formata da Ilary Blasi e Francesco Totti e i Ferragnez.

In questo libro l’attenzione è verso il mondo Totti-Blasi. Già, quando commentai Unica, ebbi critiche feroci e violente perché non è mai stato un prodotto che mi ha del tutto convinto. Del divorzio del pupone credo che si sia detto fin troppo, ma il santino non si fa a nessuno.

Né alla bionda moglie né al capitano della Roma.

E Corona, nel raccontare la storia l’ho trovato onesto. Anche per quanto riguarda gli scoop sui tradimenti di Totti e la sbottata (doverosa) di Ilary.

Si scopre, che le relazioni patinate non sono altro che accordi a metà strada tra sentimenti ed interesse, sbugiardando le favole.

Devo dirlo, era ora.

La perfezione social e familiare mi ha davvero stufato.

Nessuno è santo, come era palese che Ilary Blasi non si fosse presa un caffè con Iovino a Milano. E perdonatemi, se avesse ammesso anche lei il tradimento (dopo anni di silenzio) l’avrei stimata per la sincerità.

Esattamente come la Ferragni, che all’inizio, mi aveva illuso e avevo creduto a questa ragazza e alla sua storia. L’ho sempre vista abbastanza insicura e a tratti goffa, ma genuina.

Dopo il Pandoro Gate e il libro della Lucarelli (che ho adorato e invito caldamente a leggere), mi sono sentita una cretina.

Tutto era finto, costruito e studiato. Pertanto, chi abbatte questo mondo, ha tutta la mia stima.

Non esistono santi, esistono uomini e il mondo dello spettacolo è industria.

Anche poco trasparente.

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