Il primo bacio dell’arte.

L’arte non è solo bellezza, ma anche espressione di sentimenti umani e delicati.

Ne è una prova un’opera di Giotto molto nota, che però viene analizzata semplicemente accademico.

Nulla togliere ai professionisti dell’arte ma credo che anche i sentimenti debbano avere la parte che meritano.

Ed ecco arrivare ad una sorpresa.

Siamo a Padova, nella cappella dal cielo blu: ossia quella degli Scrovegni. In essa l’artista impresse la vita di Gesù partendo dalla nascita di Maria.

In quello che sembra istantanea fugace di un momento di tenerezza, ecco che si trova il primo bacio della storia dell’arte.

Esso suggella un abbraccio sacro per gli estremi che lo dettano.
Non c’è età, non c’è bellezza terrena, non ci sono valori se non quelli basati sull’Amore scevro di qualsivoglia sovrastruttura terrena.
Solo una reale bellezza può essere capace di questo. 
E questo episodi vede protagonisti i genitori della Vergine.

La scena viene descritta nelle Sacre Scritture.

Anna se ne stava sulla porta, e vedendo venire Gioacchino, gli corse incontro e gli si appese al collo, esclamando:
“Ora so che il Signore Iddio mi ha benedetta molto. Ecco, infatti, la vedova non più vedova, e la sterile concepirà nel ventre.”

La coppia ha appena appreso la notizia che mai si sarebbe aspettata: la gravidanza di Anna.

E nella felicità del momento, il gesto più dolce.

L’inizio di ogni cosa da un gesto d’amore profondo e devoto.

Esattamente come il messaggio cristiano.

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