
Tra le tante personalità artistiche di rilievo che Varese e la provincia possono annoverare vi è anche lo straordinario Albino Reggiori.
Nativo di Laveno Mombello, dove nacque il 7 luglio 1933, ebbe fin dall’adolescenza una grande passione per l’arte e la decorazione della ceramica. Complice anche la straordinaria tradizione artigiana tipica delle zone lagunari del lago maggiore che hanno visto la nascita di tantissimi artisti e la creazione di opere straordinarie.
Entrò come decoratore nella fabbrica lavenese Verbano, frequentando contemporaneamente la scuola serale di disegno dell’Istituto Professionale della sua città natale, presso la quale si diplomò con grande successo, arrivando a diventare anche docente. Apprezzato, stimato e caratterizzato da un profondo senso di ricerca e attenzione al particolare.
Il riconoscimento e gli apprezzamenti non tardarono ad arrivare da tutta Italia: le esposizioni di Faenza, Gubbio, Albissola, Castellamonte e Gualdo Tadino del 1955, poco più che ventenne, furono accompagnate da un riscontro più che ottimo di pubblico e critica.

Nelle ceramiche di Reggiori si intravedeva un’impronta quasi rinascimentale, unita alle forme gotiche e dritte che tanto lo affascinavano. Lo studio della prospettiva e la rappresentazione di alcune delle cattedrali europee più suggestive regalano il ritratto di un’artista profondamente attento ad ogni scorcio e dalla memoria quasi fotografia, analitica e scrutatrice di ogni singolo aspetto, anche di quello che sembra più scontato.
Fece diverse esposizioni, fino a diventare, dal 1983 al 1995, Presidente e Direttore della Civica Raccolta di Terraglia Museo della Ceramica di Cerro. Nel cuore metropolita e viaggiatore di un uomo tanto straordinario vi era caro il ricordo della sua terra e infatti fu soci fondatori dell’Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese.
Un chiaro segnale di un legame profondo e mai venuto meno, soprattutto al fine di preservare quanto i luoghi che gli avevano regalato la vita avevano da custodire. In particolare, egli voleva anche creare una rete di supporto che potesse permettere agli artisti di emergere.
Consapevole e conscio delle tante difficoltà incontrate nella propria strada di affermazione, fu sempre in prima linea per promuovere e diffondere cultura in ogni ambito.
Morì a Mombello il 18 agosto 2006.

Personalità eclettica, straordinaria e curiosa che volle donare qualcosa di unico.
Grande, unica e cartolina meravigliosa di arte eterna ed infinita.
Artista prezioso che merita di essere onorato e ricordato.

