Charlie, Judith…e una storia che non doveva andare così.

Grazie al canale di true crime omonimo Elisa True Crime (di cui sotto allego il link sotto) ho scoperto una storia atroce ed inspiegabile.

Dietro ad uno dei cartoni animati si cela un dramma vissuto da un bambina senza colpa.

Le luci dello spettacolo illuminano tutto, tranne il dolore.

Judith Barsi, dieci anni, baby star della televisione americana, era una macchina perfetta per vendere sogni. Un viso tondo, gli occhi pieni di luce, la voce che sapeva dire quello che serviva. Le famiglie la guardavano e si riconoscevano: era la bambina ideale.

Quella che tutti avrebbero voluto ed osannato per la sua bravura e carisma, nonostante gli inizi per nulla facili.


Il 27 luglio 1988, le stesse reti che mostravano il suo sorriso diedero la notizia. Morta. Carbonizzata nel suo letto. Un colpo di pistola nel corpicino. Accanto a lei, nella villa di Canoga Park, sua madre Maria. Anche lei uccisa. Nell’altra stanza, Josef, il padre. Dopo averle ammazzate si era tolto la vita. Per due giorni era rimasto lì, tra i cadaveri. Poi aveva dato fuoco a tutto.

Uomo perfido e despota Joseph, che abusava di madre e figlia disponendo dei guadagni della piccola dilapidandoli e facendo vivere la famiglia nello squallore mentre lui si accompagnava a donne ed auto veloci.

Judith era brava a fingere, il suo corpo invece non sapeva mentire. Cresceva poco, troppo poco. A dieci anni interpretava ancora bambine di sette. Sul set era solare, concentrata, un prodigio. A casa aveva paura. Perché Josef beveva. Urlava. Picchiava la moglie. Lanciava oggetti contro la figlia. “Vi ammazzo tutte e due”, diceva. Sempre. E Judith ascoltava, immobile.

Un giorno il suo agente si accorse che qualcosa non andava. Parlò con Maria, la convinse a portarla da uno psicologo infantile. La diagnosi non lasciava dubbi: abuso fisico ed emotivo. Maria decise di andarsene. Ma aspettò. Aspettò per sistemare i soldi, la casa, le proprietà costruite con il lavoro della figlia.
Dieci anni ed essere il pilastro economico di una famiglia intera.


Aspettare fu fatale. Josef capì che stavano per lasciarlo. Prese la calibro 32 e mise fine a tutto. Prima la bambina, poi la madre, poi se stesso. Passò due giorni con i loro corpi prima di incendiare la casa.

La tragedia ebbe un eco mediatico senza precedenti. Dietro ad un sorriso, una dolcezza disarmante e la risata contagiosa vi era lo strazio di non essere mai stata una bambina felice.

Mai bambina e donna, strappata alla vita troppo presto.

Si sarebbe potuto fare qualcosa per evitare?

Difficile a dirsi, ma sicuramente nessuno indagò mai a fondo per capire i disagi celati da Judith.

Era già morta ancora prima lo facesse la pistola.

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