La caduta dell’angelo che sfidò ciò che non si dovrebbe mai sfidare.

Il 25 Marzo il Cristianesimo ricorda uno degli episodi più noti al mondo: la caduta di Lucifero. Il più bello e amato degli angeli che si ribellò a Dio e ne divenne il nemico più avverso.

L’arte stessa rimase sempre affascinata dalla figura del signore del male, inebriata dal fascino proibito di colui che sfidò l’impossibile. Ed uno dei quadri più rappresentativi è Fallen Angel di Alexander Cabanel.

Opera fortemente significativa, profondo ed evocativo.

Riesce a suscitare un notevole impatto nei confronti di chi lo osserva. Realizzato in olio su tela nel 1847, all’apice della sua carriera artistica, esprime un modo di voler fare pittura completamente realistico e decisivo nella raffigurazione dei sentimenti umani. 

Oggi è conservato all’interno del Museè Fabre di Montpellier, in Francia, luogo natale dell’artista.

Il dipinto immortala l’esatto momento in cui dal risentimento e dal dolore nasce la ribellione nell’angelo caduto dal cielo. Le forme richiamo lo stile classicheggiante, non a caso il libro del profeta Ezechiele Lucifero lo descrive «perfetto in bellezza». Le ali si adagiano eleganti al suolo, senza forza di volare, senza vigore, spente. Invece il braccio destro copre parzialmente il viso in un gesto di protezione o più verosimilmente di risentimento.

Uno sguardo pieno di rabbia e di indignazione sconvolge lo spettatore. La caduta di Lucifero è accentuata da un’atmosfera tesa e pungente accentuata da alcuni piccoli gesti e dettagli. La posizione scomoda assunta dalla figura, con la schiena poggiata su una roccia, mostra un corpo carico di vibrazioni negative e sul punto di colpire qualcosa o qualcuno. Anche la posizione degli arti e il tono della muscolatura inducono quasi una sorta di violenza, una reazione furiosa nei confronti di un gesto imperdonabile.

Gli occhi sembrano voler dire tutto ciò che bisogna sapere. Sono struggenti, carichi di ira e agitazione. Ma lo stesso sguardo, per quanto possa essere colmo di collera, non può mentire e non riesce a nascondere una grande quantità di dolore e sofferenza. Le lacrime tradiscono l’angelo, incapace di trattenerle, e scendono senza freno facendo da contrasto al rosso iracondo degli occhi. Uno sguardo umano, non più angelico, si staglia sul viso perfetto dell’angelo caduto. Sembra urlare che no, Lucifero non è sul punto di arrendersi, al contrario, è sul punto di alzarsi e ribellarsi con tutte le sue forze scatenando una tempesta carica di furore.

I particolari, mai come in questo dipinto, assumono un ruolo fondamentale, descrivono la forte carica espressiva che inevitabilmente travolge lo spettatore. La rifinitura della lacrima è tanto precisa da renderla simile ad una goccia di cristallo che scende lungo il viso delicato di Lucifero, l’Angelo Caduto. L’incarnato perfetto e arrossato dal pianto incornicia un limpido e cristallino occhio azzurro in contrasto con le sopracciglia spesse e dure. La capigliatura dai boccoli dai riflessi ramati richiama il rossore degli occhi, ma nell’insieme i colori non vengono messi particolarmente in risalto ed entrano pienamente in simbiosi con il contesto dominante della scena.

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