
“Mai avrei creduto che potesse esserci una felicità così totale in questo mondo, un sentimento di unità tra due esseri mortali. Ti amo, queste tre parole hanno la mia vita. ”
Alexandra Feodorovna
Non sempre i matrimoni di corte furono dettati dalla ragion di stato, quello dei sovrani di Russia fu una straordinaria eccezione ad una norma non scritta.
La storia di come sono nati Nicola di Russia e Alexandra Feodorovna è una storia che tutti potremmo sperare di raccontare un giorno. Un’amore profondo e devoto, mai venuto meno e sempre corroborato da un supporto vicendevole e costante.
Si incontrarono nel 1884, al matrimonio della sorella della donna, Elisabeth, e dello zio di Nicholas Sergei.
Nicola rimase folgorato dalla giovane adolescente ed era determinato a sposarla. Nonostante i timori iniziali dei suoi genitori, non voleva cedere nel proposito di conquistare la bellissima “Alix H. ”
Alexandra possedeva una bellezza regale, raffinata ma al tempo stesso era colta, curiosa ed estremamente intelligente: molto lontana da quello che poteva essere l’immagine ideale di una consorte reale, appartenente ad una delle casate più antiche d’Europa.
Forse fu per queste caratteristiche che la popolazione russa non apprezzò mai la sovrana di buon grado, colpevole , secondo loro pensiero, di non essere abbastanza tradizionale nei costumi ed troppo “europea”.

Nell’aprile 1894, al matrimonio del loro cugino comune con il fratello di Alexandra, Ernest Louis, lo zar fece la fatidica proposta. Venne rifiutato, poiché l’ amata non voleva rinunciare alla sua fede luterana per convertirsi all’ortodossia russa. Ma dopo essersi confidata con la sorella maggiore Elisabetta, coniuge dello zio di Nicola, accettò e il resto fu storia.
La coppia si sposò il 26 novembre 1894, giorno del compleanno della madre di Nicola, l’imperatrice vedova Maria Feodorovna.
Un matrimonio fastoso ed imponente che richiamò alla corte russa monarchi da tutta Europa. La futura zarina era la nipote della sovrana inglese Mary di Teck che nutriva verso di lei un profondo e delicato affetto.
Quasi a presagio di una sorte avversa, le celebrazioni furono accompagnate da violenti disordini e morti.

La coppia ebbe cinque figli in nove anni: Olga nel 1895, Tatiana nel 1897, Maria nel 1899, Anastasia nel 1901, e l’erede tanto atteso, Alexei nel 1904.
Un cruccio ed fonte di profonda disperazione fu la salute dell’erede al trono, nato con una violenta forma di emofilia e sottoposto costantemente a frequenti salassi che lo costringevano a letto, quasi esanime.
Durante tutto il loro matrimonio, il loro amore non è mai calato e non si vergognavano di mostrare affetto l’uno all’altro. Si scrissero appassionatamente l’un l’altro durante tutto il loro matrimonio, unendo in un vincolo indissolubile.
Insieme nella vita ed eternamente uniti anche nella morte.

