Linda, artista dai mille colori.

I quadri irriverenti e da una “angolazione” diversa hanno sempre catturato la mia attenzione. Perché li ritengo fuori dagli schemi, ribelli e determinati nella loro bellezza non convenzionale. E poi chi definisce cosa sia arte o meno?

Ad analizzare bene la storia passata anche Michelangelo e Leonardo vennero considerati rivoluzionari e fuori dagli schemi, Caravaggio poi…un capolavoro dietro l’altro ma un accompagnato da una sregolatezza dietra l’altra: forse straordinario e dannato come pochi al mondo.

Tutto questo a rimarcare che gli artisti sono pionieri nell’esprimersi e chi osserva le loro opere dovrebbe approcciarsi a loro con questo spirito.

Linda Pirovano è una donna che sa sperimentare e non ha paura di farlo. Attinge a diversi stili, con precisione e cura padroneggiando tecniche diverse e non sempre facili da utilizzare.

Si percepisce quanto l’estro sia poliedrico ed estremamente curioso.

Soggetti vari, ma raffigurati sempre in ottica sorprendente e unica, quasi a ribadire il messaggio che si accompagna ad ogni sua opera.

L’artista vuole scoprire, oltre ogni possibile rappresentazione.

Da qui la rappresentazione di paesaggi reali immersi in uno scenario quasi fiabesco e indefinito. Unici e delicati.

Stupisce come quello che può essere scontato per uno sguardo poco attento nelle mani di Linda diventi magia.

Le foglie si muovono in una danza accarezzata da un vento che non si snoda vorticoso, ma sinuoso e rilassate. Al pari di un velo che tocca il viso o del sole primaverile che bacia la palle ai primi dolci splendori.

Il suo non è stile, ma passione che prende vita in quadri sempre nuovi e sorprendenti.

Temi molteplici, esattamente come le interpretazioni che essi suggeriscono.

Frutto di diversi momenti ed emozioni, ma caratterizzati tutti da un unicum: un profondo senso di trasporto, coinvolgimento e raccoglimento.

I soggetti sono uniti e in movimento, quasi come se volessero esprimersi e uscire dalla propria staticità artistica di opere d’arte, rompendo quella che è la divisione tra spettatore ed opera.

Una sorta di rottura della quarta parete in senso artistico. Per chi non ne fosse a conoscenza, si tratta di un’espressione usata in teatro dove l’attore interagisce direttamente con il pubblico.

E io, in questa opera, vedo una connessione profonda tra spettatore e opera: simbiosi che parla, scuote invita alla riflessione.

Linda è artista a cui piace la sperimentazione e curiosa. Lo si evince dallo sguardo che i suoi quadri regalano, fermo immagine di attimi immortalati in modi differenti e variegati.

Descrivere qualsiasi artista è sempre un viaggio bellissimo, da fare con grande rispetto e attenzione. Un mondo da scoprire dove vigono leggi ed equilibri da non mettere in discussione. Ogni opera è il prodotto di qualcosa di unico e irripetibile, frutto di emozioni, sensazioni e momenti.

Nel caso di Linda vi è anche una profonda spinta alla conoscenza interiore che fa vibrare l’anima nel profondo, scuotendo le nostre fondamenta e regalandoci una nuova, incredibile interpretazione.

Mai uguale, mai paga del muro di che le copre gli occhi dell’anima.

Ribelle e determinata ad alzare lo sguardo verso quello che nessuno ha il coraggio di vedere.

L’oltre, quello più vasto e infinito.

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